Entropie Libri
Libri pubblicati nella collana Entropie Africa Subsahariana
Eritrea. Fine e rinascita di un sogno africano Pellegatta Alessandro - Besa Muci, 2017 - Entropie
L'Eritrea è ancora il luogo della multietnicità e della diversità, e in essa convivono pacificamente cultura cristiano-copta e islamica. Asmara e Massaua, pur essendo a soli sessanta chilometri di distanza, appaiono come due mondi a sé stanti. Le due principali città eritree sono agli antipodi sia per le difficoltà del percorso sia per le opposte condizioni climatiche. Hanno stagioni invertite: l'ecosistema eritreo è molto complesso e le diversità climatiche che ne caratterizzano il territorio hanno determinato la necessità dello scambio e del contatto tra i diversi gruppi umani. Questo spiega l'attitudine alla varietà culturale e l'amichevole rapporto con gli altri tipici della società eritrea. Alla bipolarità tra coltivatori e nomadi che abitano rispettivamente l'altopiano e le zone costiere, si deve aggiungere ovviamente anche il terzo elemento costituito dal mare: sulle distese piatte e nei suoli madreporici delle Dahlak l'uomo è riuscito anche nel miracolo di raccogliere la rugiada marina alimentando cisterne di acqua purissima, con tecniche antiche che ricordano quelle introdotte dagli islamici a Pantelleria e nel Mediterraneo.
La terra di Punt. Viaggio nell'Etiopia storica Pellegatta Alessandro - Besa Muci, 2015 - Entropie
Ponte tra il Mediterraneo, l'Egitto, la Penisola Arabica e l'India, l'Etiopia storica è il luogo dell'incanto e della suggestione, della sacralità e del mito. Dalle cascate del Nilo Azzurro alle chiese del lago Tana (che ricordano i mandala tibetani), dalle cascate di Tis Isat alla favolosa terra di Punt (citata nella Bibbia, ma ancora oggi non localizzata con precisione), attraversare questo territorio significa lasciarsi catturare in un mosaico straordinariamente ricco di etnie, culture, religioni e scorci naturalistici unici al mondo. Alessandro Pellegatta traccia l'itinerario di un viaggio che da sempre affascina archeologici, studiosi e semplici viaggiatori alla ricerca di quell'altrove meraviglioso e mitico dove la mappa delle geografie reali si sovrappone alle terre perdute che animano il nostro immaginario collettivo.
Griot. Il maestro della parola D'amico Leonardo - Besa Muci, 2015 - Entropie
Nel linguaggio corrente il termine griot viene tradotto come "cantastorie". Ma il griot dell'Africa Occidentale è una figura poliedrica che racchiude varie sfaccettature, essendo storico orale, genealogista, cantore di lodi e musicista professionista appartenente a una vera e propria casta che si tramanda di generazione in generazione quest'arte detta "jeliya". Nelle società mande del Mali e della Guinea la conservazione e la trasmissione del sapere si fondano su un patrimonio di conoscenze tramandato in forma cantata o declamata, con l'accompagnamento di strumenti musicali tradizionali, come la "kora", lo "ngoni" e il "balafon". Il depositario di questo patrimonio, che coincide con la memoria collettiva di un popolo, è proprio il griot a lui spetta il difficile compito di tener vivo il passato per permettere agli uomini di costruire la società del presente e del futuro. testo di D'Amico offre un accurato ritratto della figura del griot, dalle prime fonti documentate storicamente alla sua rappresentazione nella produzione filmica, con l'obiettivo di mettere in luce il ruolo che ha svolto nell'Africa postcoloniale e che attualmente svolge nella società contemporanea. Attraverso un solido apparato bibliografico vengono esaminati i repertori dell'arte dei griots, i generi e gli stili musicali, gli strumenti tradizionali e le formazioni orchestrali statali, fino alle ibridazioni che di recente hanno caratterizzato il panorama della world music.