Eterotopie Libri
Libri pubblicati nella collana Eterotopie Unione Sovietica (fino al 1990)
Prossime uscite della collana Eterotopie
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791222333311 L'estetico e il noetico. Nuove sinergie tra corpo, video e nuovi media
- 9791222332567 Oltre il calcolo. Le basi epistemiche del Liceo Matematico
- 9791222332260 Il popolo martire dei nostri tempi. Scritti e interventi sulla questione palestinese, la rivoluzione anticoloniale, l'imperialismo
- 9791222332024 Pedagogia e letteratura. Percorsi educativi dagli epitafi greci a David Foster Wallace
- 9791222332017 Pestilenze. Come virus e batteri hanno influenzato la storia della medicina e delle civiltà
- 9791222329437 Perchè la guerra e non la rivoluzione?
- 9791222329369 La legislatura populista
- 9788857567594 Salvador Dalì e la televisione liquida
Diario di Ponary. Testimonianza diretta del genocidio ebraico in Lituania, 1941-1943 Sakowicz Kazimierz Bettelle G. (Cur.) - Mimesis, 2018 - Eterotopie
Piccole strisce di carta infilate in bottiglie di limonata conservano il ricordo delle migliaia di colpi di fucile esplosi nel bosco di Ponary, località nei dintorni di Vilnius, a partire dal luglio 1941 fino al novembre 1943, periodo nel quale oltre 60.000 ebrei polacchi e russi furono lì massacrati e gettati in enormi fosse dai nazisti tedeschi e dai lituani collaborazionisti. A registrare la Shoah della cosiddetta "Gerusalemme di Lituania" fu il giornalista Kazimierz Sakowicz. In un diario sconvolgente e oggettivo, Sakowicz ha annotato il numero delle vittime, la vendita dei loro vestiti agli abitanti del luogo, i flussi di camion che per oltre due anni sono transitati davanti alla sua abitazione trasportando prigionieri diretti al luogo delle loro esecuzioni. Sebbene l'autore non sia sopravvissuto alla Seconda guerra mondiale, queste pagine, tradotte per la prima volta in italiano, arrivano a noi come una delle poche e meglio documentate testimonianze della follia antisemita in terra lituana.
Arte sovietica alla Biennale di Venezia (1924-1962) Bertelè Matteo - Mimesis, 2020 - Eterotopie
Fin dalla sua prima apparizione all'Esposizione internazionale di Venezia, il padiglione sovietico ha costituito una delle mostre più attese e dibattute da critica e pubblico della Biennale. Il presente studio ne prende in esame la travagliata storia nel periodo compreso tra il brillante debutto nel 1924, a ridosso della morte di Lenin, e il 1962, anno terminale di una pioneristica stagione espositiva, avviata negli anni del disgelo promosso da Chrusc?ëv. Tra queste due date, una serie di animate partecipazioni e pianificate assenze, dettate dall'imperscrutabile politica sovietica, sullo sfondo del fascismo prima, e dell'emergere della Guerra fredda dopo. Il saggio ripercorre le alterne vicende e la ricezione critica della partecipazione dell'URSS all'Esposizione d'arte della Biennale, nel contesto delle relazioni culturali con l'Italia da una parte, e delle politiche espositive promosse da Mosca dall'altra, mettendone in luce il ruolo di strumento di diplomazia internazionale, di persuasione ideologica e di testimonianza artistica.
Il grande paese. Studi sulla storia e la cultura russe Ferrari Aldo - Mimesis, 2012 - Eterotopie
Gli studi riuniti in questo volume sono riconducibili a due distinte linee di ricerca. Nella prima vengono affrontati alcuni nodi "classici" dell'identità storico-culturale della Russia quali la valutazione delle riforme petrine, il rapporto con l'Europa, il posto del paese nella storia universale, la modernizzazione incompiuta del sistema politico e sociale zarista, la valutazione dell'evento rivoluzionario, la corrente ebraista ed il rapporto specifico sviluppato nei confronti dell'Asia e dei diversi "Orienti" incontrati nel corso dell'espansione imperiale. La seconda linea di ricerca rappresentata in questo volume è invece strettamente collegata alla dimensione multietnica ed "asiatica" della Russia, in particolare al rapporto con il Caucaso, le cui dinamiche sono investigate sia in alcuni aspetti storico-culturali sostanzialmente positivi (ad esempio le relazioni con gli armeni) sia in altri chiaramente negativi (l'espulsione del popolo circasso e gli scontri interfonici durante la rivoluzione del 1905).