Eterotopie Libri
Libri pubblicati nella collana Eterotopie Storia d'Italia
Prossime uscite della collana Eterotopie
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791222333311 L'estetico e il noetico. Nuove sinergie tra corpo, video e nuovi media
- 9791222332567 Oltre il calcolo. Le basi epistemiche del Liceo Matematico
- 9791222332260 Il popolo martire dei nostri tempi. Scritti e interventi sulla questione palestinese, la rivoluzione anticoloniale, l'imperialismo
- 9791222332024 Pedagogia e letteratura. Percorsi educativi dagli epitafi greci a David Foster Wallace
- 9791222332017 Pestilenze. Come virus e batteri hanno influenzato la storia della medicina e delle civiltà
- 9791222329437 Perchè la guerra e non la rivoluzione?
- 9791222329369 La legislatura populista
- 9788857567594 Salvador Dalì e la televisione liquida
Borbonici e antiborbonici. Dal Regno di Napoli e di Sicilia all'Italia unita De Martino Giulio - Mimesis, 2018 - Eterotopie
Inoltrati nel XXI secolo, la vicenda della dinastia dei Borbone di Napoli e di Sicilia e dei loro numerosi e accaniti oppositori lancia ancora segnali interessanti. Sono lampi di luce e scorci di tenebra che giungono fino al presente. Il testo ricostruisce la storia dei regni meridionali tra il 1734 e il 1860, con un capitolo introduttivo sui primi decenni del '700. Il volume si chiude con un capitolo sulle regioni meridionali nel regno d'Italia e con uno sguardo sull'antifascismo liberale del primo '900. Lo completa un ampio «Dizionario dei principali personaggi storici».
Riti di passaggio. Cronache di una rivoluzione rimossa. Portogallo e immaginario politico 1974-1975 Moiso Sandro Strippoli Giulia - Mimesis, 2024 - Eterotopie
Riti di passaggio non vuole essere una cronaca della cosiddetta "Rivoluzione dei garofani", che portò nel 1974 alla fine del più antico regime fascista europeo, all'instaurazione della democrazia e alla fine del colonialismo portoghese in Africa. Tutti questi fatti non sono solo ripercorsi dal saggio, ma vengono compresi all'interno di un più ampio discorso intorno alle speranze e all'immaginario politico che questo sommovimento repentino suscitò anche al di fuori del Paese, tanto da far scrivere al "Financial Times", nell'estate del '75, che "il capitalismo è morto in Portogallo". La reazione agli eventi superò i confini geografici e accese soprattutto i militanti di Lotta Continua, che si trovarono catapultati in quell'esperienza per conto della stessa organizzazione extraparlamentare. Il saggio, infatti, prende avvio da un'introduzione che spiega le radici culturali dell'immaginario di quei giovani (e come queste si adattassero alla nuova situazione politica e di lotta cui dovettero far fronte), ma riflette anche sull'azione "ribelle" dei soldati, per rovesciare i governi, invertire il colonialismo e lo stesso militarismo. A seguire, il memoriale di uno dei due autori che visse quei giorni in prima persona, "pericolosamente" in terra lusitana (e non solo). Completano il volume due scritti di Giulia Strippoli, che valutano le riflessioni del giornale "Lotta Continua" intorno a quel periodo e le esperienze dei suoi militanti di quegli anni, raffrontate a quelle degli attivisti portoghesi.
Spazi ribelli. Per una geografia delle formazioni partigiane modenesi Carrattieri M. (Cur.) Lusuardi C. (Cur.) - Mimesis, 2026 - Eterotopie
Il volume e l'Atlante digitale a cui è collegato costituiscono un progetto unitario di ricerca sulle formazioni partigiane modenesi attraverso le carte dalle stesse prodotte, conservate e recentemente digitalizzate dall'Istituto storico di Modena. La mappatura realizzata e la ricostruzione sincronica e diacronica della lotta armata ci raccontano una Resistenza dinamica e plurale, molto intensa ma precaria, legata alla conformazione del territorio come alle vicende della "guerra grande", in cui la combinazione variabile tra spontaneità e organizzazione porta a una maturazione della lotta, che consente la liberazione di territori, la nascita di Cln sovralocali, la partecipazione a battaglie campali anche in pianura. Si delinea così uno specifico "spazio partigiano", senza dubbio incerto e mutevole ma caratterizzato da una nuova connotazione politica dei luoghi, destinata a incidere anche sull'identità postbellica della provincia.