Filopogon Libri
Libri pubblicati nella collana Filopogon Filosofia occidentale antica: fino al 500 d.C.
Il canto della vita. Testo latino a fronte Lucrezio Caro Tito - Medusa Edizioni, 2017 - Filopógon
Al misterioso Lucrezio si deve un poema didascalico in sei libri «sulla natura delle cose», nel quale l'autore si propone di diffondere la dottrina epicurea presso le classi colte di Roma. Scopritore di una verità rivoluzionaria che può trasformare la vita dell'uomo e guidarlo sulla via della sapienza e della felicità, Lucrezio resta fedele al sistema filosofico delineato dal suo grande maestro, che egli esalta come salvatore dell'umanità, un eroe benefattore che ha sottratto l'uomo alle tenebre della paura e della superstizione, utilizzando gli strumenti della ragione e dell'indagine scientifica. Eppure, mentre procede nel grande compito che si è dato, Lucrezio non può nascondere la verità ai suoi lettori-discepoli: il mondo non è fatto per l'uomo, il progresso acuisce il nostro senso di disagio e di infelicità, la natura è indifferente ai nostri bisogni. Il saggio lucreziano è ora un naufrago scampato alle tempeste della vita, che vive nascosto nei giardini felici della filosofia; ora un uomo tormentato dall'angoscia, soggiogato dalla passione amorosa, terrorizzato dai fantasmi dei sogni e della mente. Il centro dell'ispirazione lucreziana risiede proprio nella percezione dinamica delle forze della natura e del cuore umano: nello slancio fantastico e immaginoso del linguaggio poetico, che tanto ha affascinato i poeti postromantici, Lucrezio riesce contemporaneamente nell'impresa di svelare il senso dei magmatici sconvolgimenti materici dell'universo, e di consegnare ai suoi lettori un modello di virtù e di saggezza realmente applicabile nella vita di tutti i giorni.
Versi aurei. Testo greco a fronte Pitagora Guarracino V. (Cur.) - Medusa Edizioni, 2005 - Filopógon
Vissuto nel VI secolo a.C., nativo di Samo, dopo avere percorso le rotte del Mediterraneo, ed essere venuto a contatto con l'antica sapienza del mondo egizio, intorno al 530 Pitagora si fermò a Crotone, in Magna Grecia, e lì fondò una comunità di carattere religioso e filosofico che si riconosceva nel suo insegnamento. Se la sua figura assunse ben presto caratteri leggendari, non c'è dubbio che da Pitagora e dai suoi discepoli sembra irradiarsi una nuova forma del pensiero greco: la realtà è numero; l'universo si risolve in armonia dei contrari; la memoria è il principio conoscitivo che consente di risalire al divino; l'anima, imprigionata nel corpo, aspira a ritornare in cielo, sua vera patria, dopo un ciclo di espiazioni e di reincarnazioni.
Il poema sulla natura Parmenide Guarracino V. (Cur.) - Medusa Edizioni, 2006 - Filopógon
Grande sapiente dell'età arcaica della filosofia, Parmenide nacque alla fine del VI secolo a Elea (oggi Velia, in Campania) e proprio lì, alcuni anni fa, venne ritrovato un ritratto marmoreo che lo raffigura. Morì ad Atene poco dopo il 450 a.C., e di lui resta un'opera fatta per lo più di frammenti, un poema in versi esametrici, intitolato "Sulla natura". L'interrogativo che serpeggia nell'opera è la domanda sulla possibilità di conoscere la vera essenza del reale. Il poeta-filosofo immagina di essere guidato dalle figlie del sole, su un carro trainato da sapienti cavalle, fino alle soglie di una porta dai grandi battenti che sbarra la via della Notte e del Giorno. Qui ha modo di incontrare Dike, la dea della giustizia, che accoglie il poeta nella terra di Verità e lo apre al mondo della conoscenza.