Filosofie Del Teatro Libri
Libri pubblicati nella collana Filosofie Del Teatro Letteratura teatrale
Il festino di Baldassar. Auto-sacramental Fondane Benjamin Masto A. (Cur.) Gonzi A. (Cur.) - Mimesis, 2018 - Filosofie Del Teatro
Filosofo, poeta, sceneggiatore e regista, Benjamin Fondane fu anche drammaturgo. "Il festino di Baldassar" - scritto in Romania nel 1922 e ripreso successivamente a Parigi nel 1932 - fu pubblicato solamente postumo. Egli dedicò grande attenzione alla stesura di quest'opera teatrale, rielaborandola diverse volte, tanto che l'ultima stesura in lingua francese datata 1932 - su cui è stata condotta la presente traduzione - mostra differenze significative rispetto alla precedente. Resta tuttavia, tra le due versioni, un legame essenziale. La scrittura poetica e la riflessione filosofica conservano, come un'incrostazione luminescente tra le righe, la stessa radicale consapevolezza dell'esperienza tragica che, come un fulmine o un terremoto, può improvvisamente innescarsi nella vita di ogni uomo, sia egli uno schiavo, un esiliato o un re. Il mito biblico tratto dal Libro dei profeti, ben lontano dalla sua fonte originaria, converge a innervare e supportare uno sguardo, quello di Fondane, che sa scrutare nella voragine di un mondo assurdo, abbandonato dagli dèi e dagli uomini, popolato da fantasmi. Un mondo che già conosce l'horribile dictu: "Il lavoro rende liberi!".
Il seduttore. Adattamento teatrale dal «Diario del seduttore» di Soren Kierkegaard Spatari Roberto N. - Mimesis, 2013 - Filosofie Del Teatro
Seguendo in controluce le pagine del "Diario del seduttore" di Kierkegaard, l'adattamento teatrale narra la costruzione della trama sottile in cui Giovanni avvolge progressivamente Cordelia, traendo alimento di seduzione estetica dalla sua immaginazione poetica e dalle altre vicende di seduzione che contornano, come in una danza, quella principale. La seduzione di Cordelia coinvolge così la Zia, risvegliata alle potenze d'amore dopo una lunga vedovanza, l'amico-pretendente Edoardo, iniziato all'arte, purtroppo inutile per lui, di un corteggiamento più poetico, il teologo Hausen e la sua giovane fidanzata Carlotta, sedotti reciprocamente - e nei confronti di Giovanni - con l'ingresso nelle magnificenze del gran mondo del potere dello spirito, della politica e del denaro. Contemporaneamente, alcuni movimenti collaterali - una ragazza a teatro, una giovane sotto la pioggia, una servetta che si atteggia a gran signora per via delle attenzioni che Giovanni le rivolge - ricevono valore estetico, dapprima come prefigurazione e anticipazione della vicenda principale, poi nella rappresentazione di Amore e Psiche, dove tutti i protagonisti del movimento si trovano trasfigurati in una sorta di transustanziazione estetica. La seduzione di Giovanni delinea così, progressivamente e in maniera concentrica, i confini poetici di una fedeltà estetica alla quale, inizialmente in modo inconsapevole, ma infine apertamente, aspirerà anche Cordelia...