Fonti E Studi Di Storia Antica Libri
Libri pubblicati nella collana Fonti E Studi Di Storia Antica LINGUA
Onomastica aramaico-greca. Un tentativo di ricostruzione della fonologia del nabateo. Ediz. critica Petrantoni Giuseppe - Edizioni Dell'orso, 2020 - Fonti E Studi Di Storia Antica
"La varietà di aramaico parlato dai Nabatei, un popolo di commercianti dell'Arabia antica, è attestata solo a livello epigrafico, attraverso numerosi graffiti ed iscrizioni di varia natura, già a partire dal II secolo a.C. Il nabateo, così come le altre varietà aramaiche coeve, non segnava mai le vocali brevi all'interno delle parole, limitandosi ad indicare solo quelle lunghe, eccettuati i casi di lettura ambigua di una parola in cui serviva una "guida" alla lettura tramite le matres lectionis. Durante il periodo ellenistico e romano, il greco, o meglio la koine, si impose come lingua veicolare e di cultura sulle nascenti varietà di aramaico che si svilupparono direttamente dall'aramaico d'Impero; in questa fase storica si hanno attestazioni di iscrizioni bilingui, aramaico-greche, nonché monolingui. Base di partenza della ricerca è lo studio sistematico delle iscrizioni bilingui, vergate in aramaico nabateo e in greco, che contengono nomi nabatei redatti in greco, e delle iscrizioni monolingui greche in cui sono presenti nomi nabatei; (...)'".
Gli esametri Getty e Selinunte. Testo e contesto. Ediz. inglese e italiana Antonetti C. (Cur.) - Edizioni Dell'orso, 2018 - Fonti E Studi Di Storia Antica
«I cosiddetti 'esametri Getty' tramandano, incisi su una lamina plumbea di ignota provenienza e donata al John Paul Getty Museum, un testo composito, databile fra il V e il IV secolo a. C., di natura magico-catartica, destinato a essere riprodotto sia oralmente sia per iscritto con inevitabili modifiche di cui sono testimoni gli esemplari più tardi del genere giunti fino a noi. Dall'anno della sua prima pubblicazione (2011) a opera di David Jordan e Roy Kotansky, l'interesse per questo testo enigmatico e per la sua contestualizzazione - generalmente individuata a Selinunte o nella Sicilia occidentale - si è considerevolmente esteso. Dopo l'apporto decisivo del volume di studi edito nel 2013 da Christopher Faraone e Dirk Obbink, quello che qui si pubblica è il lavoro d'insieme più cospicuo: esso è il frutto di più incontri di studio sul tema e della ricerca interdisciplinare condotta da studiosi delle Università di Venezia, Urbino, Napoli, New York con il supporto della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali della Regione Sicilia e del Parco Archeologico di Selinunte.»