Frontiere Libri
Libri pubblicati nella collana Frontiere Gruppi e movimenti rivoluzionari
Prossime uscite della collana Frontiere
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791282104487 La casa degli artefatti
- 9791281265219 L'enigma del caos
- 9791256492435 Ombre rosse
Il Mediterraneo degli altri. Le rivolte arabe fra sviluppo e democrazia Hamaui Rony Ruggerone Luigi - Università Bocconi Editore, 2011 - Frontiere
Pochi hanno capito che cosa sia veramente successo, quali le cause delle rivolte arabe e soprattutto quale possa essere il loro sviluppo. Secoli di diffidenza fra il mondo islamico e quello cristiano non hanno facilitato una conoscenza reciproca, che sta alla base di qualsiasi circostanziata valutazione. L'analisi socio-economica da sola non è in grado di spiegare compiutamente le rivolte arabe, sia perché tale situazione dipende anche da variabili politico-culturali, sia perché, oltre a lavoro e salario, le folle nelle piazze arabe hanno chiesto soprattutto democrazia e buon governo. Il libro si propone di far conoscere questa regione a tutto tondo, analizzando fatti e avvenimenti, in modo non scontato e al di là della cronaca. Si guarda alle rivolte anche dalla prospettiva del "vicino di casa", combattuto tra il desiderio di favorire l'affermazione di regimi democratici al di là del Mediterraneo, che troppo spesso abbiamo considerato mare nostrum, e il timore che il cammino verso la democrazia possa rivelarsi pieno di trappole. Prefazione di Alberto Negri.
La Rivoluzione haitiana. Scritti politici e giuridici (1789-1805) Ravano L. (Cur.) - Ombre Corte, 2020 - Frontiere
La ribellione degli schiavi scoppiata nell'agosto del 1791 nella colonia francese di Santo Domingo, con cui si indica convenzionalmente l'inizio della Rivoluzione haitiana, distrusse l'ordine coloniale fondato sulla schiavitù e le gerarchie razziali, già minato dalla lotta dei liberi di colore che dal 1789 rivendicavano l'inclusione nei diritti di cittadinanza sanciti dalla Rivoluzione francese. L'insorgenza degli schiavi costrinse la Repubblica giacobina ad abolire la schiavitù nel 1793-94. In seguito, il tentativo di Napoleone di riprendere il controllo della colonia e reintrodurre la schiavitù, segnato anche dalla destituzione del generale e leader politico Toussaint Louverture, trasformò la rivoluzione in una guerra anticoloniale per l'indipendenza nazionale, conclusa nel 1804 con la nascita di Haiti, unico Stato delle Americhe governato da uomini neri e in cui la proprietà privata di esseri umani e la disuguaglianza fra le razze erano formalmente abolite. Il libro propone una selezione di testi che permettono di ricostruire il pensiero politico espresso dai diversi soggetti che animarono la Rivoluzione: dalla lotta dei liberi di colore all'insurrezione degli schiavi, dall'ascesa politica e militare di Toussaint Louverture fino alla guerra d'indipendenza. L'antologia rende così la complessità della Rivoluzione, percorsa anche da numerose lotte interne che condizionarono la storia di Haiti per tutto l'Ottocento, in particolare il conflitto tra l'élite rivoluzionaria, intenzionata a mantenere il sistema di piantagione, e gli ex schiavi africani, che continuarono a insorgere contro le nuove forme di lavoro forzato.
Per una rivoluzione africana. Il ruolo della cultura nella lotta per l'indipendenza Cabral Amílcar Apa L. (Cur.) - Ombre Corte, 2019 - Frontiere
Amílcar Lopes da Costa Cabral è stato uno dei più importanti ideologi e politici dell'intero processo di decolonizzazione del continente africano, e i suoi scritti sono ancora oggi un punto di riferimento per approfondire il pensiero anticoloniale. Per Cabral, infatti, la lotta per l'indipendenza è inseparabile dalla lotta per un cambiamento culturale nel continente africano. La cultura è al centro della sua azione rivoluzionaria, in un contesto come quello delle ex colonie portoghesi in cui il salazarismo aveva imposto una logica assimilazionista secondo la quale le culture locali dovevano essere cancellate a favore di un modello culturale esogeno, quello portoghese appunto. Rivendicare i valori culturali nazionali significa, per Cabral, recuperare il rapporto tra fatto culturale e fatto economico, tra immaginazione sociale collettiva e uso del sistema produttivo. Recuperando la propria cultura, l'Africa l'avrebbe usata come strumento di mobilitazione politica, prima attraverso la lotta armata, poi con la creazione di Stati sovrani, rivendicando finalmente la sua appartenenza alla storia. Il libro raccoglie i testi più significativi della produzione intellettuale cabraliana, che ha occupato un posto speciale in Italia negli ambienti che sostenevano il processo di decolonizzazione dell'Africa negli anni Sessanta e Settanta. L'antologia è preceduta da una introduzione di Livia Apa che traccia un profilo della sua figura di intellettuale e uomo politico, sottolineando l'attualità del suo pensiero.