Fuori Dalla Selva Libri
Libri pubblicati nella collana Fuori Dalla Selva LETTERATURA E STUDI LETTERARI
L'arte di Marte e Dante guerriero tra astrologia e astronomia Maneo Rino Simonini Ivan - Edizioni Del Girasole, 2023 - Fuori Dalla Selva
Entrambi gli Autori hanno iniziato questi testi nel 2020 terminandoli dopo tre anni. Solo nell'ottobre 2023, quasi casualmente, sono entrambi venuti a conoscenza del testo dell'altro, così scoprendo che tali due opere parallele ("Fra il "Dire" e il "Fare" c'è di mezzo il Mar(t)e" di Rino Maneo e "L'autobiografia di Dante nel Cielo di Marte" di Ivan Simonini) sono complementari, pur nascendo da ottiche e predilezioni assai diverse come le Scienze Astrali per l'uno e le Scienze Poetiche per l'altro. Tali due opere infatti confluiscono in un approccio filosofico e ideologico con sostanziali punti in comune e soprattutto con la paradossale "complicità" di Dante, che Simonini vede trarre ispirazione per la Divina Commedia direttamente dal pianeta del dio della guerra Marte come si evince dai Canti ambientati nel V Cielo del Paradiso, mentre Maneo giunge a individuare una profonda analogia tra Marte e il martirio e riconduce senz'altro all'ardore di Marte ogni tipo di fede sia politica sia religiosa. Amici da cinquant'anni, hanno deciso in pochi giorni di pubblicare i due loro saggi in un unico libro, il tempo necessario per selezionare le immagini giuste. Per concordare titolo e sottotitolo ci sono voluti pochi secondi.
L'opera senza nome. Antistoria del poema dantesco Nava Alessandro - Edizioni Del Girasole, 2021 - Fuori Dalla Selva
Pur irriducibile alla dantistica accademica, "L'opera senza nome" si propone non come studio controcorrente provocatorio e polemico (per partito preso, come sarebbe in linea con l'attuale società dello spettacolo) ma vuole essere una lettura laica e un approccio leale a Dante, visto non come Padre della Patria e della Lingua Italiana, ma come uomo e pensatore contraddittorio, ambivalente e spesso insincero, a partire dalla Vita nova, cui qui si attribuisce valore di distrazione letteraria menzognera piuttosto che valore di documento probante e veritiero. Del tutto originale è l'ottica con cui, lontano dagli approdi tradizionali, si rivisita la figura di Beatrice nei Canti XXVIII-XXXI del Purgatorio, in un contesto critico che non contempla quel perenne omaggio (tipico di chi appartiene a confraternite ufficiali) alla santità operante del Poeta. Per quanto tripartita, la Commedia è narrativamente un viaggio senza soluzione di continuità (dall'Inferno alla natural burella al Paradiso Terrestre, da cui Dante stesso viene assunto in Empireo senza che neanche se ne avveda) e nello svolgimento non c'è mai uno stacco netto. Anzi, a rigor di logica, più che una trilogia, il Poema è una tetralogia, disponendo infatti di una brevissima Quarta Cantica: dal verso 49 al verso 145 del Canto conclusivo. Qui Nava si china stupefatto sugli ultimi 96 versi di Paradiso XXXIII: Dante sospetta che Dio, sacrilegamente, sia forse diverso da quello che le Scritture raccontano ma anche da quello che lui stesso ha raccontato negli oltre 14.000 endecasillabi precedenti come perno del suo Poema, senza prova o reperto testimoniale alcuno. Solo davanti al baratro della sua coscienza, Dante intuisce qualcosa di agghiacciante da cui non può far altro che ritrarsi mascherando astutamente il disinganno. E come la suprema visione si dissolve, assieme alla fantasia del Poeta, confluendo nell'implacabile moto uniforme dell'universo, così la Quarta Cantica suggerisce una pagina musicale: il finale della terza Sinfonia di Brahms dove la struttura armonica e melodica si materializza in un pulviscolo di suoni che sfociano nel silenzio agognato. Un libro da leggere attentamente, magari poco per volta, specie laddove non lo si condivide.
Dante e i mosaici di Torcello. Nel triangolo magico Bisanzio-Ravenna-Venezia Penni Emanuela - Edizioni Del Girasole, 2019 - Fuori Dalla Selva
"Ed è proprio l'interpretazione della Commedia del sommo poeta, oltre che del Giudizio universale di Torcello, che si arricchisce attraverso questo nuovo volume della Professoressa Penni, stabilendo precisi paralleli tra il poema e il mosaico. La lettura di questo libro è una gioia intellettuale ed etica insieme; intellettuale, perché permette di apprezzare e comprendere meglio due grandiose opere d'arte; etica, perché rafforza la tensione al bene che abita in ciascuno di noi." (dalla prefazione di Erio Castellucci, Arcivescovo di Modena-Nonantola e Presidente della Commissione episcopale per la dottrina della fede)