Geografie Artistiche Libri
Libri pubblicati nella collana Geografie Artistiche Storia dell’arte e stili artistici: dal 1800 al 1900
La famiglia nella pittura italiana dell'Ottocento. Ritratto di gruppo e scena di genere. Ediz. a colori Falbo Ileana - Silvana, 2023 - Geografie Artistiche
Come in altre realtà europee assai meglio indagate, la famiglia è anche in Italia, specialmente in età risorgimentale e post-unitaria, uno dei soggetti ricorrenti della produzione artistica e della cultura visiva. Ha una sua iconografia, un suo statuto, gode di una particolare fortuna non solo nella letteratura, nella storia sociale, culturale e materiale del Paese ma anche nell'arte. Questo volume presenta gli esiti di una ricerca che ragiona sull'incidenza di questo tema sia nelle opere di artisti di rango, come Francesco Hayez e Giuseppe Molteni, sia nei dipinti eseguiti da pittori locali attivi in realtà periferiche lungo tutta la Penisola: dal Friuli fino alla Sicilia, come Eduardo Fiore o Mariano Guardabassi. Articolato in proficuo dialogo con le testimonianze storiche e letterarie, con quanto sappiamo della società e della cultura materiale, contrastando la laconicità delle fonti con gli strumenti euristici a disposizione dello storico dell'arte, il libro segue, si interroga, analizza i generi della pittura in cui l'immagine della famiglia si declina, specificamente la ritrattistica e la pittura di genere, scandendo nella cronologia e nella geografia artistica della Penisola la storia di un soggetto, sempre in positiva tensione fra gli sforzi creativi dei pittori e le aspettative legittime dei committenti.
La fucina di Andrea Cefaly (1827-1907). Un crocevia di artisti tra Napoli, Firenze e Parigi. Ediz. illustrata Ruga Maria Saveria - Silvana, 2023 - Geografie Artistiche
La figura del pittore calabrese Andrea Cefaly, patriota e deputato del Regno d'Italia, è posta in questo libro al centro di una fitta rete di relazioni che coinvolge personaggi politici del calibro di Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi, e pittori di spicco, come Domenico Morelli, Filippo e Giuseppe Palizzi, punti di riferimento della scena artistica del secondo Ottocento tra Napoli, Firenze e Parigi. Il libro scandaglia la fucina partenopea del pittore, descritta quale un ritrovo vitale di artisti rivoluzionari nella Napoli risorgimentale. È questa una congiuntura dinamica che la storiografia ha da tempo individuato come potenzialmente rilevante, ma che le direttrici canoniche della storia dell'arte e le gravi lacune documentarie, qui per la prima volta colmate, avevano reso difficile illuminare con precisione. L'atelier di Cefaly in vico San Mattia e l'esperienza della scuola di Cortale risaltano in questo libro come snodi cruciali nella geografia artistica che collega la provincia meridionale al centro napoletano, aprendo a sviluppi che coinvolgono, oltre alla Calabria, anche gli Abruzzi e la Lucania. Si ricostruisce così la storia di un'inedita sinergia tra il mondo dell'arte e quello della politica, che si articola intorno a un autentico protagonista, per quanto poco noto, del processo di unificazione nazionale.