Giustizia Penale Della Post Modernita Libri
Libri pubblicati nella collana Giustizia Penale Della Post Modernita Diritto giudiziario penale
Il mutuo riconoscimento della cooperazione processuale: genesi, sviluppi, morfologie Geraci Rosa Maria - Cacucci, 2020 - Giustizia Penale Della Post-Modernità
Principio dotato di grande capacità espansiva e duttilità applicativa, il mutuo riconoscimento dal terreno elettivo d'origine del mercato comune e della libera circolazione delle merci si è esteso progressivamente ad altri ambiti, tra cui quello della cooperazione giudiziaria penale, divenendo con il Consiglio europeo di Tampere del 1999 la «pietra angolare» per la costruzione di uno Spazio di Libertà, Sicurezza e Giustizia comune, in cui i diversi sistemi giuridici nazionali potessero coesistere in un pluralismo ordinato. Una irriducibile vocazione polimorfa sembra connotare il canone de quo: lungi dall'essere riconducibile ad uno schema settoriale monolitico, esso si articola invece secondo cadenze multiformi, assumendo tratti poliedrici, che ne implicano declinazioni variabili, come dimostra l'analisi di alcuni dei più emblematici istituti di cooperazione giudiziaria allo stesso improntati.
La cd. legge 'spazzacorrotti'. Croniche innovazioni tra diritto e processo penale Iasevoli C. (Cur.) - Cacucci, 2019 - Giustizia Penale Della Post-Modernità
La diffusione delle pratiche corruttive, nelle molteplici articolazioni della vita sociale, non può legittimare la 'caccia' ai corrotti attraverso una normativa speciale, che ciclicamente ritorna con i consueti tratti dell'approssimazione, del rigorismo repressivo e della simbolicità, a detrimento dei diritti inviolabili. Questa legislazione, improntata all'emergenzialità, privilegia la prospettiva deterrente in una penalità di sistema in cui il processo è asservito a una spettacolarizzazione degli scopi repressivi. Da essa deriva un processo con funzione dissuasiva, che altera il naturale rapporto tra accertamento e pena.
Persona in vinculis e diritto al colloquio Certosino Danila - Cacucci, 2020 - Giustizia Penale Della Post-Modernità
Al detenuto bisogna riconoscere il "diritto al colloquio" al pari delle persone libere, salvo tassative esigenze di sicurezza, purché proporzionali e specifiche. Emerge, prima di tutto, la prerogativa insopprimibile dei dialoghi con il difensore, in fase cautelare come in quella esecutiva, aree nelle quali va ancora riconosciuta l'insufficienza del dato legislativo. Ma non meno significativi per lo sviluppo della personalità sono i colloqui con "altri soggetti", come i familiari - con i quali il recluso ha il diritto di mantenere forme di comunicazione in piena rispondenza ai principi fondamentali - e i "garanti dei diritti dei detenuti", che svolgono un ruolo proattivo per la tutela delle persone private della libertà. Con tali "colloqui" hanno in comune solo il nomen gli incontri che il recluso può avere con talune autorità al solo scopo di favorire l'intervento giudiziario e/o la collaborazione processuale.