Giustizia Penale Ed Economia Libri
Libri pubblicati nella collana Giustizia Penale Ed Economia EUROPA
Sistema punitivo e concorso apparente di illeciti Silva Chiara - Giappichelli, 2018 - Giustizia Penale Ed Economia
La monografia "Sistema punitivo e concorso apparente di illeciti", dopo aver analizzato il percorso di progressiva convergenza dell'illecito penale e amministrativo, ormai ricondotti in seno a un più ampio "sistema punitivo", affronta l'argomento del concorso apparente di norme, ripercorrendo le numerose e diversificate teorie proposte nel tempo dalla scienza penalistica. Vengono esaminate le questioni in materia del principio di specialità e degli ulteriori criteri risolutivi del concorso apparente, dapprima limitatamente all'ordinamento penale e, poi, con riferimento al concorso infra-sistematico tra illecito penale e amministrativo. L'indagine si concentra altresì sulla possibile ricostruzione di un principio generale del 'ne bis in idem' sostanziale, di immediata precettività e rilevanza costituzionale. All'esito di tali approfondimenti, l'analisi approda infine alle numerose pronunce della Corte EDU e della Corte di Giustizia e agli odierni problemi giurisprudenziali in materia di 'ne bis in idem', concentrandosi in particolare sulla materia tributaria e su quella finanziaria. Nel ripercorrere le vicende di tale complicato quadro, nell'ambito di un difficile dialogo tra Corti e di un sistema ormai a fonti multilivello, il volume "Sistema punitivo e concorso apparente di illeciti" non affronta l'argomento nella prospettiva del 'ne bis in idem' processuale, ma in quella sostanziale del concorso apparente di norme verso una possibile, almeno parziale, risoluzione di taluni attuali problemi.
Il rischio penale nella gestione della crisi d'impresa Gianesini Nicolò - Giappichelli, 2016 - Giustizia Penale Ed Economia
Il volume indaga i delicati rapporti tra le tradizionali fattispecie penali previste dal R.d. n. 267 del 1942 e le nuove soluzioni alternative al fallimento introdotte con le recenti riforme della "parte civilistica" della legge fallimentare, in particolare il nuovo concordato preventivo (art. 160 ss. l.f.), l'accordo di ristrutturazione dei debiti (art. 182-bis l.f.) e il piano di risanamento attestato (art. 67,3° comma, lett. d) l.f.). Dopo un'analisi del percorso evolutivo che ha avuto la legge fallimentare dal 1942 ad oggi (fino al più recente d.l. 27 giugno 2015, n. 83, che ha introdotto all'art. 182-septies l.f., gli "Accordi di ristrutturazione con intermediari finanziari e convenzione di moratoria"), il volume si muove essenzialmente in due direzioni. Da un lato viene affrontato il problema - con particolare rilerimento alla capacità di "Esenzione" dell'art. 217-bis l.f. che gli atti posti in essere in ossequio (o meno) alle nuove strumentazioni civilistiche a disposizione dell'imprenditore in difficoltà possano cadere sotto la scure delle tradizionali fattispecie di bancarotta, rimaste inopinatamente inalterate, nel malaugurato caso in cui il piano di salvataggio dell'impresa non dia i frutti sperati. Una seconda direttiva d'indagine riguarda la responsabilità penale del c.d. "professionista attestatore" di cui all'art 236-bis l.f.
Lavoro e responsabilità di impresa nel sistema del D.LGS. 8 giugno 2001, n. 231 Corso Stefano Maria - Giappichelli, 2015 - Giustizia Penale Ed Economia
Lo studio analizza il quadro normativo che storicamente ha portato alla pretesa di una "cultura della legalità" e, in specie, di una "cultura della sicurezza" nell'attività economica svolta da enti collettivi con l'obiettivo di coniugare il rispetto di diritti costituzionalmente garantiti (quali il diritto al lavoro e all'integrità fisica) con la moralizzazione del profitto. L'intervento legislativo è e deve essere nella direzione di una maggiore tutela dei valori individuali e collettivi, il tutto nel quadro di una lettura sicuramente dinamica dei rapporti tra libertà dell'iniziativa economica privata e tutela degli interessi sociali ai sensi dell'art. 41 Cost. Si delinea il principio secondo cui la criminalità di impresa non è solo quella che si risolve in una aggressione degli interessi finanziari del mercato e della concorrenza, ma è tale anche allorché l'illecito colpisca soggetti terzi (i cd. stakeholders) quali i lavoratori subordinati, i creditori, gli investitori e i soci nonché i consumatori. Lo studio analizza la risposta giuridica al problema del controllo dell'attività d'impresa con misure penali e amministrative, alla luce di inputs sovranazionali e derivanti dal quadro costituzionale italiano: il valore "lavoro" è quello assunto come oggetto di tutela privilegiata dalla criminalità di impresa e come misura della qualità della risposta data alla responsabilità delle persone giuridiche e degli enti collettivi-datori di lavoro con il D.lgs. 8 giugno 2001, n. 231.