Gli Alianti Libri
Libri pubblicati nella collana Gli Alianti Autobiografie: letterati
Prossime uscite della collana Gli Alianti
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788892942547 L'uomo dei dadi
- 9788892942462 Bestia di mamma
- 9788892942264 Che il tuo fuoco non sia oppresso dalle mura
- 9788892942073 Ziyan
- 9788892941243 Inutile Tentare Imprigionare Sogni
- 9788892940789 L'uomo dei dadi
- 9788871686554 Fai anche tu immersione
La febbre del gioco Dostoevskij Fëdor Malcovati F. (Cur.) - Marcos Y Marcos, 2021 - Gli Alianti
È molto semplice e stupido, scrive Dostoevskij, il segreto che permette di vincere al gioco: basta controllarsi continuamente. Ma una volta saputo il segreto, saremo in grado di applicarlo? Per quasi dieci anni, dal 1862 al 1871, Dostoevskij non ci riesce. Febbrile e irrazionale come ogni vero giocatore, le sue mani sono "incatenate al gioco". Vince alla roulette, si ripromette di andarsene, di pagare i debiti; poi torna al tavolo da gioco, e non si stacca finché non perde tutto, "tutto!" Si umilia, si dispera, chiede a moglie e amici i soldi per il biglietto di ritorno, e va a giocarsi anche quelli. Sono gli anni in cui scrive Memorie dal sottosuolo, Delitto e castigo, Il giocatore, I demòni: leggendo queste lettere turbinose pare che scriva soltanto sotto la pressione dei debiti di gioco, per continuare a giocare. Deve toccare il fondo, per ritrovare la concentrazione e concedersi di scrivere, pensa Anja, la seconda moglie. Il gioco per lui era un modo di punirsi? si chiede Freud in un passaggio chiave di Dostoevskij e il parricidio. L'avventura di un uomo e una piaga sociale allucinante.
In bicicletta a Beverly Hills Saroyan William - Marcos Y Marcos, 2001 - Gli Alianti
L'energia del fuoco, l'avventura della strada. Lo spettacolo purificatore del fuoco: l'oro, il giallo, il blu, il rosso delle fiamme. Sulla strada, conoscere camminando. Camminando, vedere. Prendere le misure, scoprire. Ci si può spingere verso montagne distanti, nei luoghi dove si sono avventurati in pochi. Ma è nelle strade, la vera forza: tempo, mistero, amore, fame, denaro. Percorrerle all'infinito è quasi come essere immortali. All'improvviso lo spettacolo grandioso e terrificante di un cavallo in fuga. O l'incendio in una notte limpida e fredda, accanto allo zio, fino all'alba. Nell'incendio il concerto delle fiamme. Fuoco: dalla fiamma del fiammifero alla potenza del sole. Fuoco: forma e stile, e ritmo, come il cammino della strada.
Le mie stanze Buffoni Franco - Marcos Y Marcos, 2026 - Gli Alianti
Un grandangolo, o grandangolare, è un obiettivo fotografico o cinematografico, caratterizzato da un grande angolo di campo ripreso sul fotogramma. Per questo "Le mie stanze" potrebbe essere definita un'autobiografia scomposta e organizzata secondo una successione di brevi quadri grandangolari. Inizialmente le stanze sono reali, concrete: abitazioni; poi si diradano, per lasciare spazio ad alcuni viaggi e, in coda, alle ultime riflessioni, frutto del disincanto dovuto al raggiungimento de l'age de la sagesse. Dall'infanzia alla maturità si sviluppa così un racconto del sé a partire dalle case di montagna ai piedi del Rosa, la casa di famiglia a Gallarate, la nonna, i genitori da rintracciare tra cassettoni e controcassettoni. Dentro convergono le passioni letterarie, gli studi, l'omosessualità nascosta perché altro non si poteva fare, e poi Londra, l'incontro con Mario Mieli. E a Milano Milo De Angelis, gli studi alla Bocconi dominati dalla figura ieratica - insieme severa e amorosa - di Jucci. E giovani e vecchi amanti, sino all'età matura, che decreta l'esaurimento di una militante scandita dalle case, dalle "stanze". E da una psicologia queer ante litteram, che trova nel costume del nuovo millennio conferma delle proprie giovanili intuizioni e convinzioni, allora considerate strambe (dunque: queer). Stanze anche come stanzas di una geografia poetica che dall'infanzia, attraverso il fuoco dell'adolescenza, giunge all'età matura di pre-dieu sotto l'angoliera. Perché i mobili che arredano le stanze sono destinati a sopravvivere a chi per qualche tempo si è sentito il loro proprietario.