Gli Argonauti Libri
Libri pubblicati nella collana Gli Argonauti Storia d'Europa
Forse nessuno leggerà queste parole. Diario della grande guerra Bussi Giovanni Grimaldi P. (Cur.) - Meltemi, 2002 - Gli Argonauti
Un diario-memoriale di guerra, il racconto del dramma di chi viene strappato al suo paese natio nelle Langhe e chiamato alle armi. Gli appunti presi febbrilmente durante i difficili giorni del conflitto vengono rielaborati e arricchiti da ricordi non scritti. Stati d'animo e pensieri si intrecciano, lungo tutto il testo, a descrizioni e rifacimenti storici, anche se, scrive l'autore, "forse nessuno mai leggerà queste mie parole".
Forse nessuno leggerà queste parole. Diario della grande guerra Bussi Giovanni Grimaldi P. (Cur.) - Booklet Milano, 2002 - Gli Argonauti
Un diario-memoriale di guerra, il racconto del dramma di chi viene strappato al suo paese natio nelle Langhe e chiamato alle armi. Gli appunti presi febbrilmente durante i difficili giorni del conflitto vengono rielaborati e arricchiti da ricordi non scritti. Stati d'animo e pensieri si intrecciano, lungo tutto il testo, a descrizioni e rifacimenti storici, anche se, scrive l'autore, "forse nessuno mai leggerà queste mie parole".
La croce e il cannone. Un discorso interventista per la grande guerra (1915) Danieli Francesco - Edizioni Univ. Romane, 2015 - Gli Argonauti
Il primo centenario dall'ingresso dell'Italia nel primo conflitto mondiale (1915) è occasione di studi aggiornati alla luce di nuove ricerche archivistiche e documentarie, oltre che di riflessioni di merito alla luce di nuove sensibilità su quella che è stata definita la Grande Guerra. Ecco allora che si è voluto pubblicare in anastatica, racchiuso tra una contestualizzazione storica e un commento storico-critico, un inedito documento sottratto alla polvere degli scaffali e all'oblio. È un discorso, palesemente interventista, pronunciato dal sacerdote Luigi Marzano (1882-1967) a Galàtone (Le), nella Collegiata dell'Assunta, domenica 18 luglio 1915, durante una pubblica cerimonia religiosa per propiziare la vittoria delle truppe italiane da due mesi al fronte. È un testo singolare perché, in piena armonia con le direttive di buona parte dell'episcopato italiano, esprime pieno favore al conflitto ma si pone in netto contrasto con il magistero del pontefice regnante, Benedetto XV (1914-1922), e con la sua idea di guerra come "inutile strage".