Grandi Pensatori Libri
Libri pubblicati nella collana Grandi Pensatori Storia della filosofia occidentale
Giordano Bruno. La falena dello spirito Verrecchia Anacleto - Luni Editrice, 2023 - Grandi Pensatori
Giordano Bruno (Nola 1548 - Roma 1600) è stato sicuramente la vittima più illustre dell'Inquisizione, seppur non l'unica: l'autore del presente volume ricorda come egli si rivolse ai cardinali inquisitori che lo condannavano a morte: «Forse tremate più voi nell'infliggermi questa sentenza che io nell'accoglierla». Bruno non fu soltanto una delle menti filosofiche più lucide e ispirate del suo tempo; fu anche un uomo che seppe portare avanti fino alle estreme conseguenze le sue idee. Verrecchia inizia così il suo scritto: «Questo è un libro di passione, un ritratto dell'uomo Giordano Bruno: meno accademia e più partecipazione umana al suo tragico destino, meno filologia e più vita. Ho cercato di seguire il filosofo nella sua tempestosa peregrinazione attraverso l'Europa e di riviverne gli stati d'animo». Come si spiega l'accanimento della Chiesa contro il frate di Nola? La risposta va cercata e la si trova nella sua stessa filosofia, la quale teorizza non solo che l'universo è infinito, ma che è eterno, quindi che è sempre esistito e sempre esisterà: tutto questo, di fatto, rende superfluo un dio creatore e, a cascata, i chierici suoi ministri dando spunto all'autore di sferzare con estremo vigore il fanatismo religioso che per secoli ha insanguinato l'Europa e che fece più vittime delle pestilenze. Emerge un ritratto di Giordano Bruno inconsueto che si discosta dalla biografia classica o dal saggio critico, facendo risaltare il personaggio, perché la sua vita è così tragicamente bella che commuove chiunque. Scrive ancora Verrecchia: «Egli visse ciò che pensò e pensò ciò che visse: la sua vita rispecchia la sua filosofia e viceversa».
I pazzi di Dio. Croce, Heidegger, Schopenhauer, Nietzsche e altri Giametta Sossio - Luni Editrice, 2023 - Grandi Pensatori
I pazzi di Dio sono i filosofi tutti, perché la loro ricerca ha sempre per oggetto Dio, che lo si affermi o lo si neghi, per cui i filosofi sono "pazzi del mondo" perché la loro ricerca, come la loro passione, comincia e finisce nel mondo, da cui essi originano, a cui appartengono in toto e che solo sta loro a cuore. Essi sono vita che vuole vita, mondo che vuole mondo: sono pazzi di se stessi perché nel mondo proiettano se stessi e in se stessi proiettano il mondo. In questo senso Dio è il sistema dell'uomo, nel senso che Dio è la proiezione geometrica necessaria della forma spirituale dell'uomo. Per cui il fatto che l'uomo sia uomo, postula automaticamente il sistema Dio. Questo postulato, all'uomo non è dato negarlo; se lo nega, o s'inganna, o imbroglia. Ne discende che cercare se stesso, il se stesso massimo, per l'uomo, significa automaticamente cercare Dio. Alla fine, pazzi di Dio, pazzi del mondo e pazzi di se stessi vuol dire la medesima cosa. "Si ripaga male un maestro" - dice Zarathustra - "se si resta sempre e solo l'allievo". Il progresso, in filosofia, è sempre stato basato su discepoli che imitano i maestri finché non sviluppano una propria originalità, che li porta a criticarli e nei casi migliori, a superarli. In questi saggi Sossio Giametta, pensatore trasversale, rileva il lavoro dei suoi maestri e lo continua, proponendo soluzioni originali, dando così un contributo alla soluzione di problemi secolari della filosofia.
Nietzsche e i suoi interpreti Giametta Sossio - Luni Editrice, 2024 - Grandi Pensatori
«Finché il genio dimora in noi» dice Nietzsche «siamo intrepidi, anzi come deliranti, e non facciamo caso alla vita, alla salute e all'onore; voliamo attraverso il giorno, più liberi di un'aquila e, nell'oscurità, siamo più sicuri di una civetta. Ma tutto a un tratto esso ci abbandona e altrettanto repentinamente ci piomba addosso questo profondo senso di timore: non comprendiamo più noi stessi, soffriamo di tutto quello che fu vissuto e non vissuto, siamo come tra nude rocce di fronte a una bufera e al tempo stesso simili a miserelle anime di fanciulli, che impaura un fruscio e un'ombra». Queste parole non possono certo riassumere il pensiero di un gigante della filosofia quale era Nietzsche, ma danno per lo meno il senso della direzione del suo "cercare". Scrive Giametta nell'introduzione: «Il genio poetico di Nietzsche è fatto certamente molto delle immagini sfolgoranti che egli ha disseminato in tutta la sua opera, e nella prosa più che nei versi. Esso va ricercato in primo luogo nella sua concezione generale, nel suo slancio dionisiaco, pindarico, accoppiato a un senso profondo della tragicità del vivere. Per il filosofo, come per l'artista, la sua epoca non è che una delle sempre diverse facce dell'eternità. Egli inquadra i contenuti particolari dell'epoca, che la sua antenna capta, in una visione globale di eternità». L'autore affronta le interpretazioni che di Nietzsche diedero, tra gli altri, Giorgio Colli e Gottfried Benn, e attraverso la conoscenza quasi assoluta della sua Opera, da lui tradotta e curata in italiano, ci offre le sue conclusioni, dipanando in tal modo un gomitolo di costruzioni mentali, rendendo così comprensibile al lettore il profondo pensiero del filosofo tedesco. E conclude: «Anche il moralismo di Nietzsche bisogna prima depurarlo delle sue crasse incrostazioni perché possa infine brillare come il veicolo della sua grandezza, fatta di entusiasmo per la virtù e di eroico amore della verità, della vita e degli uomini. Nietzsche non era solo filosofo ma anche, prima di tutto, moralista e poeta e così la sua importanza è triplicata ed egli è assunto di pieno diritto nell'empireo dei classici».