Grandi Pensatori Libri
Libri pubblicati nella collana Grandi Pensatori STILE DI VITA, SPORT E TEMPO LIBERO
I precursori di Marco Polo T'serstevens A. (Cur.) - Luni Editrice, 2024 - Grandi Pensatori
Erodoto, concludendo la sua inchiesta sulle contrade che si stendevano verso l'Oriente (redatta tra il 440 a.C. e il 429 a.C.), scriveva: «Al di là dell'India, non c'è che un deserto di cui non sappiamo nulla». Quando apparve Il Milione di Marco Polo, questo velo di ignoranza, che durava da più di 1500 anni, fu sollevato, e per i suoi contemporanei fu una rivelazione sconvolgente: si apriva così un nuovo mondo, fatto di commerci e viaggi che duravano anni, culture che si scambiavano e intrecciavano; nasceva, nella Venezia dei grandi mercanti e viaggiatori, l'Oriente come noi lo intendiamo ancora oggi. Ma Marco Polo non fu affatto il primo occidentale a percorrere le "desertiche" strade dell'Asia centrale e della Cina; prima di lui viaggiatori, conquistatori e mercanti erano stati "di casa" sulle coste del Pacifico e per quelle terre. Questo volume raccoglie gli scritti integrali, raccolti da Albert T'Serstevens, di quegli uomini che, forse dimenticati oppure ignorati o le cui gesta furono offuscate dalla enorme rinomanza che Il Milione ebbe sui secoli a venire, erano andati prima di Marco Polo in quelle terre e ne avevano riportato degli stupendi resoconti. Questa è la storia di quegli uomini, che il curatore rintraccia attraverso la complessa geografia dell'Asia antica, ritrovando dietro le loro tracce il continuo legame che fin dall'antichità ha collegato l'Europa con la pretesa terra incognita dei geografi medievali. Sono qui tradotti e presentati in versione integrale gli scritti del Viaggio di Giovanni da Pian del Carpine, l'Itinerario di Fra' Guglielmo di Rubruk, e Il libro dei due maomettani ossia la Catena delle Cronache.
Memorie olimpiche Coubertin Pierre De - Luni Editrice, 2026 - Grandi Pensatori
Gli Scritti olimpici di Pierre de Coubertin restituiscono la voce di un autore che non pensò i Giochi come semplice spettacolo sportivo, ma come un dispositivo pedagogico e civile. In queste pagine - tra discorsi, articoli, appunti programmatici e riflessioni - prende forma l'idea di "olimpismo" come progetto culturale: un'educazione dell'individuo che unisca corpo e mente, disciplina e libertà, confronto e rispetto, entro regole comuni capaci di trasformare l'agonismo in esperienza etica. La rinascita dei Giochi (Atene 1896) appare qui nel suo laboratorio originario: non solo organizzazione e simboli, ma una concezione della giovinezza, della scuola, della formazione del carattere, del rapporto tra nazioni. Coubertin insiste sulla lealtà della competizione, sull'autocontrollo, sulla misura, e insieme avverte le ambivalenze dello sport moderno: il rischio del nazionalismo, la degenerazione dell'avversario in nemico, l'ossessione del risultato e la perdita del senso educativo. Letti oggi, questi testi mostrano quanto l'olimpismo sia stato - e possa ancora essere - un campo di tensioni: universalismo e appartenenza, meritocrazia e disuguaglianza, pace ideale e conflitti reali. Mai come oggi l'attualità del pensiero pedagogico di de Coubertin, unito al benessere fisico - quest'ultimo aspetto l'unico che abbia davvero fatto presa in tutto il mondo - deve risuonare come un monito contro la volontà degli uomini di prevalere l'uno sull'altro, degenerazione assurda del concetto di fratellanza espresso dal motto decoubertiniano troppo spesso ripetuto ma non applicato "l'importante non è vincere, ma partecipare".