I Colibri Libri
Libri pubblicati nella collana I Colibri Struttura e processi politici
Prossime uscite della collana I Colibri
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791281850460 Il buono studio
- 9791281850439 Pianisticamente moderno
- 9791281850255 Ear training nella lettura musicale. Corso completo ad uso dei Conservatori, degli Istituti e Licei Musicali. Libro dell'insegnante
- 9788894866162 La notte nuda
Il corpo di Mussolini. Odissea di un cadavere Savoia Ugo - Neri Pozza, 2025 - I Colibrì
A fine aprile 1945, dopo i fatti di piazzale Loreto, il corpo dell'ex duce del fascismo viene inumato in un campo anonimo del cimitero di Musocco, a Milano. Esattamente un anno dopo, tre giovani nostalgici lo riesumano e di fatto lo rapiscono: chiedono che lo Stato italiano tributi a Mussolini gli onori che, secondo loro, si merita. La notizia piomba nelle redazioni dei giornali italiani e stranieri come una bomba e la stampa sembra fare a gara a chi la spara più grossa. Il cadavere viene segnalato contemporaneamente in vari luoghi del Paese. C'è chi dà per certo che sia stato prelevato per ordine di Churchill e c'è addirittura chi giura di averlo visto vivo aggirarsi per le italiche contrade. In realtà, da quel momento quei resti mortali vagano tra un convento e l'altro della Lombardia, senza che si sappia dove sono nascosti. Il governo della neonata Repubblica, guidato da Alcide De Gasperi, vuole evitare che il luogo della sepoltura si trasformi in una sorta di tempio di fanatica venerazione. I tre protagonisti del trafugamento, guidati da Domenico Leccisi, trovano l'appoggio di padre Enrico Zucca, superiore del convento dei frati cappuccini di piazza Sant'Angelo, e di padre Alberto Parini, fratello dell'ex podestà di Milano. E mentre il ministro dell'Interno Romita muove anche i servizi segreti per scoprire dove si trova la salma, quel che resta del corpo viaggia ancora, in un'odissea degna di un romanzo, che troverà il suo epilogo oltre dieci anni dopo, nel 1957, nella tomba di famiglia a Predappio.
Tramonto italiano. Come un paese si avvia alla disgregazione Sisci Francesco - Neri Pozza, 2024 - I Colibrì
Il passaggio indifferente e quasi distratto dell'autonomia differenziata accelera una deriva già in atto da tempo per la disgregazione del Paese a poco più di 150 anni dalla sua nascita. Ma una disintegrazione del Paese, in linea con tensioni centrifughe esterne, andrebbe affrontata con realismo e visione per non distruggere l'unità politica e moltiplicare tensioni internazionali. I pericoli sono immensi e forse ingenuamente trascurati. Il rischio è di rivivere il dramma rivelato da Hannah Arendt con il nazismo. Tanti si fecero travolgere da quell'orrore non per disegno malvagio ma per quello che lei chiamò thoughtfulness, non essere stati giudiziosi, non avere pensato a pieno le cose, essere stati trascurati e distratti. Meloni, Salvini e tutti gli altri compagni di viaggio che oggi spingono sulla barca del regionalismo, forse non pensano di far saltare l'Italia. Ma altrettanto non pensano a fondo, non approfondiscono evidentemente le conseguenze delle loro azioni. Pensano forse che siano banali, ma banali forse non sono. D'altro canto viste le oggettive tendenze centrifughe del Paese, l'Italia può restare unita solo se trova un suo vero spazio geopolitico nuovo, con fantasia, saggezza, e sapienza. Essa potrebbe cominciare a tessere una tela che trasformi la penisola in un ponte politico inclusivo non solo di Asia, Africa e Europa, ma anche dell'America. Solo tenendo uniti tutti questi pezzi l'Italia trova il senso della sua unità. Non si può pensare di andare in Africa senza avere un accordo profondo con Paesi che sono alle spalle dell'Italia, come Francia e Germania. Un piano solitario italiano per l'Africa acuisce le tensioni con il resto dell'Europa e approfondisce le tensioni centrifughe italiane.
Tyrannis. Il secolo delle nuove autocrazie e l'ultima reazione democratica Buccini Goffredo - Neri Pozza, 2026 - I Colibrì
In principio fu la frattura. Mentre il Secondo millennio si chiude sul popolo dimenticato dal benessere globalizzato in rivolta contro l'odiato Wto, il Terzo si apre con la cancellazione delle Torri gemelle e dell'ordine mondiale. In quel corteo di Seattle '99, c'è Madeleine, dieci anni, che accompagna sua madre. Ed è in dialogo con lei - parte per il tutto delle generazioni da X a Z - che comincia il viaggio di Goffredo Buccini nel primo quarto di questo secolo, tra i suoi protagonisti, gli errori e orrori che hanno portato al collasso della democrazia. È il racconto incalzante dei passaggi cruciali che magari abbiamo dimenticato, distratti da accadimenti vieppiù terribili. Lo scontro fra Stati Uniti - colpiti a morte dal terrorismo islamista - e "stati canaglia", giù per il piano inclinato che porta ai diritti umani negati. Il naufragio negli anni Dieci di ogni illusione: che la democrazia possa essere esportata, la libertà comprata, la vecchia Europa (non ancora strangolata dalle sue stesse regole) considerata credibile. Il califfato e i massacri parigini che spalancano la via ai sovranisti, agitatori di paura. La "guerra mondiale a pezzetti", la nostalgia aggressiva della Grande Russia, il 7 ottobre, l'ultima tragedia palestinese, l'Onu impotente. La Terra che brucia e The President - n° 45 e 47 - che impazza. Tirannidi che fanno leva su esclusi/delusi, muovendosi veloci come gli eventi, riaprendo la partita che credevamo chiusa col feroce Novecento: quella delle autocrazie. Ma per Madeleine, oggi una donna, questo racconto illuminante può diventare possibilità di capire, scintilla per la voglia di reagire, invito a non staccare mai lo sguardo da quel filo d'argento che circonda le nuvole, linea sottile di speranza.