Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
Il testamento della maestra Elma Emilitri Ruspa Patrizia - Macchione Editore, 2011 - I Gialli
Cittavola è uno dei tanti paesi che guardano dall'alto il lago Maggiore. La campana del monastero di Sant'Agostino scandisce le attività degli abitanti. Niente sembra scalfirne la quotidianità sonnolenta, fino all'apertura del testamento di Fidelma Liparotti, la prima maestra del paese, davanti alla cui cattedra sono sfilate ben tre generazioni di cittavolesi. La maestra lascia centinaia di migliaia di euro, divisi tra la parrocchia, dedicata a Maria Bambina, e il monastero, nel quale è cresciuta. Al Comune lascia la sua casa perché ne faccia la nuova biblioteca. Soldi in contanti andranno alla donna di servizio, alla fioraia e alla custode del cimitero. Il tutto a una condizione. Ed è questa che suscita curiosità, scetticismo e sgomento. "Si dice... sembra che... forse... qualcuno pensa che...". Pettegolezzi. Crisi di coscienza. Una decisione difficile per il sindaco, il parroco e l'abate. Il ritratto di un paese normale davanti a un evento inaspettato.
La fotografia Carpaneto Cristiano - De Ferrari, 2021 - I Gialli
In un classico del cinema americano, "La donna del ritratto" girato da Fritz Lang nel 1944, il protagonista vede in una vetrina il ritratto di una bellissima donna che gli si materializza alle spalle. i due fanno conoscenza, ma all'improvviso si fa vivo l'amante della donna che gli si scaglia contro e nel tafferuglio rimane ucciso. Alla fine si scopre che era tutto un sogno ed il protagonista si ritrova nel suo esclusivo circolo dove fra i presenti riconosce i protagonisti del sogno. Ho pensato a questo grande classico leggendo le prime pagine del romanzo di Cristiano Carpaneto e, malgrado l'aver poi constatato l'ovvia difformità della storia e dell'ambientazione, mi è rimasto addosso - eppure cosciente delle intenzioni dell'autore - quel tocco sbiadito e onirico di quelle prime pagine e del finale del film. Ciò va ascritto alla capacità di Carpaneto, come lui stesso fa capire, di immergersi nel mistero di una fotografia (non meno che nei contorni di Genova e nella sua periferia) come nell'immagine del suo inconscio.