I Libri Saggi Libri
Libri pubblicati nella collana I Libri Saggi Letteratura, storia e critica: letteratura dal 1800 al 1900
La fiamma e la cenere. Da Goethe a Stephen King Taddei Claudio - Robin Edizioni, 2014 - I Libri Saggi
Critico letterario freelance, già autore di un saggio su Joseph Conrad (oltre che di importanti saggi su argomenti di politica internazionale), l'autore propone in "La fiamma e la cenere" un percorso nelle emozioni e nei valori della grande letteratura. Si comincia con "Le affinità elettive" di Goethe, di cui l'autore indaga il fascino e il mistero. Si prosegue con "Tess" di Thomas Hardy, un romanzo di cui l'autore offre una lettura di intatta bellezza. Si entra poi nel mondo di Joseph Conrad, dal poliziesco gotico di "L'agente segreto" all'ultimo, nostalgico e arioso, Conrad di "The Rover" - con ampi richiami, di vasta risonanza, al grande romanzo russo, a Stevenson, a Thomas Mann. Quindi, in una tessitura temporale limpida e vasta, si passa a una intrigante lettura del romanzo "Donne innamorate" di D.H. Lawrence. E infine ci si inoltra nella letteratura contemporanea, da Philip Roth ("Il teatro di Sabbath) a Cormac McCarthy ("Non è un paese per vecchi"), a Coetzee ("Vergogna"). Si chiude con Stephen King, la cui statura di grande narratore viene sdoganata (con le opportune riserve) a un livello di approfondimento inedito in Italia, con particolare attenzione al classico "The Shining" e al recente "22/11/63". Come parti di una costellazione, le singole letture trovano un solido equilibrio nella scrittura e nell'amore del racconto, dando al lettore lo stupore di un dono, o di un risarcimento non ancora tardivo.
La brasiliana svelata. Storia mai raccontata della più grande narrativa del Sud America (1870-1922) Zanolla Virgilio - Robin, 2008 - I Libri Saggi
Un prospetto della narrativa brasiliana negli anni 1870-1922: quelli che vanno dall'avvento del regionalismo al modernismo, cioè nel periodo in cui - dopo l'indipendenza nel 1822 e l'inizio del Segundo Reinado (1840) - essa andò progressivamente acquisendo caratteri autonomi. Nell'arco di tempo preso in esame la letteratura brasiliana venne percorsa da diversi movimenti e tendenze: dall'ancora attivo romanticismo al realismo, al parnasianismo, al naturalismo, al simbolismo, al penumbrismo, al post-etichettato e avvolgente premodernismo; ma a sostanziarla in ogni fase fu soprattutto il regionalismo: un fenomeno trasversale in quanto presente in ciascuno di questi -ismi, e distingue altresì in forma determinante varie opere le cui caratteristiche sono a essi solo debolmente riferibili. Integrato da 20 testi antologici di molti dei principali scrittori, questo lavoro è ripartito in sei grandi capitoli dedicati ciascuno alla produzione narrativa delle cinque macroregioni. Una scelta necessaria, per comprendere l'ambiente fisico e sociale e lo sviluppo di ogni area, alla base dell'apporto tematico e delle caratteristiche salienti degli autori e dei rispettivi testi; e per far sì che, nella sua essenza composita, il quadro d'insieme risulti il più possibile conforme ed esaustivo.
Alla ricerca del tempo sprecato. L'idillio burrascoso di Marcel Proust e Lionel Hauser Dagnese Luigi F. - Robin Edizioni, 2012 - I Libri Saggi
A quattro anni dalla morte, Proust non è che un romanziere autopubblicato. Il suo banchiere e amico Lionel Hauser gli ha visto scialare buona parte della sua ricchezza in speculazioni disastrose e doni favolosi agli amanti. La rovina di Proust è anche però la fonte del suo successo. Si illude di ottenere un amore incondizionato in cambio di generose elargizioni, e si illude al contempo di finanziare queste elargizioni tramite ardite speculazioni di Borsa; ma ogni inevitabile fallimento, sia sentimentale che finanziario, lo ispira a scrivere un nuovo episodio di "Alla ricerca del tempo perduto". Per Hauser il tempo è denaro, e Proust, che passa le giornate a letto a scrivere, è la personificazione del "tempo sprecato." Proust la pensa diversamente, però: è al "tempo perduto", la bussola dell'esistenza umana, che dedica il proprio romanzo. E alla lunga il "tempo perduto" gli indica la rotta giusta. Proust muore col suo patrimonio virtualmente intatto (circa 4.500.000 euro), un romanzo destinato a fare la fortuna degli eredi, e un amico banchiere frastornato dal potere economico della passione letteraria.