I Ricci Libri
Libri pubblicati nella collana I Ricci Italia Settentrionale
Gente di fabbrica. Metalmeccaniche e metalmeccanici nel nuovo millennio Bellono Federico Greco Filomena - Ega-Edizioni Gruppo Abele, 2017 - I Ricci
"Filomena è entrata in una fabbrica a venticinque anni. Nel 2000. 'Non una fabbrica qualsiasi - racconta - mi hanno chiamata all'Olivetti di Leini'. Oggi lavora in un call center del Gruppo Telecom. 'Sono stata felice di lavorare per la Olivetti, per me significava una occupazione con stipendio congruo, buone condizioni di lavoro e rapporti corretti'. Oggi non è un bel lavoro quello che facciamo, dice, 'ma dobbiamo sperare che duri'. Un modello di trasformazione, lavoratori in transito. Un modello 'fragile'. Speriamo che duri, si augura Filomena". Filomena, Daniela, Andrea, Nina, Luciano, Sergio, L.C., Pier Paolo, Simona, Beppe, Ivan, Barbara, Mario, Michele, Jarquin sono le voci di questo libro. Metalmeccaniche e metalmeccanici del Torinese, dove la crisi ha picchiato duro, ma che è tuttora un punto di riferimento da cui chi si occupa di lavoro non può prescindere. Non un omaggio, quindi, a una storia in esaurimento, ma il racconto di una parte importante del presente e del futuro di questo Paese.
Non solo un treno... La democrazia alla prova della Val Susa Revelli Marco Pepino Livio - Ega-Edizioni Gruppo Abele, 2012 - I Ricci
Tutto è cominciato più di vent'anni fa, in un altro secolo in cui la globalizzazione felice prometteva benessere crescente e illimitato per tutti e per sempre. Allora si pensò di scavare, in una montagna piena di amianto e di uranio, una galleria di oltre 50 Km, per far correre tra Torino e Lione un treno capace di trasportare una quantità crescente di persone e di merci in tempi sempre più ridotti. L'opposizione di una valle, preoccupata della salute propria e dei propri figli, bloccò l'opera e impose rilevanti modifiche del progetto originario. Da allora il mondo è cambiato. Ci si è accorti che la linea ferroviaria storica sarebbe in grado di garantire il flusso ferroviario di merci attraverso il confine con la Francia e di assorbire l'intero traffico su gomma. Poi è arrivata una crisi economica devastante e a molti è parsa scandalosa una spesa di miliardi di euro per un'opera di dubbia utilità. E l'opposizione di una valle è diventata un movimento nazionale unito dalla convinzione che un mondo diverso è possibile. Perché tutto questo è chiaro a qualsiasi anziano di Venaus, a ogni ragazzo accampato al bivacco di Clarea, a ogni casalinga di Bussoleno, ma viene ostinatamente ignorato dai "decisori" centrali, dai politici di lungo corso, dagli addetti all'informazione nazionale? Forse perché sul "caso TAV" convergono e si intrecciano un po' tutti i sintomi che caratterizzano l'attuale male oscuro delle nostre democrazie, le cause della loro difficilmente curabile anemia.