Il Bosco Sacro Libri
Libri pubblicati nella collana Il Bosco Sacro Filosofia occidentale: dal 1900
Wozu Heidegger? L'arte nella (lunga) crisi del Neolitico Cuomo Vincenzo - Aracne, 2020 - Il Bosco Sacro
Il libro propone un'interpretazione poco convenzionale della filosofia dell'arte di Martin Heidegger, attraverso l'adozione di due strategie ermeneutiche: la prima consiste nel contemporaneo utilizzo, da un lato, dell'impostazione antropogenetica proposta da Peter Sloterdijk, e, dall'altro, dell'apertura eco-ontologica promossa, in particolare, da Timothy Morton (e, di recente, anche da Donna Haraway); la seconda strategia interpretativa assunta nel libro, per discutere la filosofia dell'arte di Heidegger, è stata quella di valutarla a partire dalle più radicali sperimentazioni artistiche contemporanee. Il pensiero dell'arte di Heidegger risulta così interpretato come un sintomo (alto) della crisi dell'epoca Neolitica che condizionerà a lungo le nostre esistenze e la nostra vita in quanto specie umana.
Arte, potere, liberazione. I linguaggi dell'arte in Deleuze Lesce Francesco Vaccaro Giovambattista - Aracne (Genzano Di Roma), 2021 - Il Bosco Sacro
I problemi dell'arte sono sempre stati oggetto dell'attenzione di Gilles Deleuze. Questo interesse si è accentuato negli anni della sua collaborazione con Félix Guattari, quando gli autori de L'anti-Edipo interpretano l'esperienza artistica sullo sfondo delle complesse e ambigue dinamiche del desiderio, alle quali essa dà espressione e che la portano ad essere parimenti subordinata al potere o vettore di liberazione. I due saggi che compongono il volume indagano questa doppia valenza dell'arte in Deleuze e le condizioni della sua affermazione nella pittura, nel cinema e nella letteratura.
Tracce visive. La questione dell'immagine in Jacques Derrida Vignola Jacopo - Aracne (Genzano Di Roma), 2024 - Il Bosco Sacro
Jacques Derrida non si è mai definito un "teorico dell'immagine", eppure, da un'attenta riflessione sulla sua traiettoria filosofica, emerge come, già dagli anni Settanta in poi, la différance non abbia smesso di lavorare al cuore stesso del visibile, smontandone le strutture logocentriche costruite dalla tradizione occidentale. Dalla pittura al cinema, dalla fotografia all'archivio, passando per l'architettura e le arti performative, in questo volume ci si interroga sulla possibilità di sviluppare un concetto scritturale di immagine avente nell'operatività pre-semantica e pre-intenzionale della «traccia» il suo motore principale. Se è vero che - come ricorda lo stesso Derrida - la decostruzione non si limita a paradigmi logico-discorsivi, quali implicazioni potrebbe avere una sua modulazione sul terreno dell'esperienza visiva?