Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
Trilogia di Calu Nesti Walter - Masso Delle Fate, 2011 - Il Crivello. Nuova Serie
Come in un romanzo d'avventura o in una vicenda sentimentale d'altri tempi, dopo alterne e furiose e un po' misteriose vicende di fortuna o di sfortuna altalenanti, alla fine si torna sempre a pensare a Calu. Che cosa sia Calu (una donna dolcissima e ardente, una città bellissima e spersa per il vasto arso deserto, un simbolo trascinante e un po' sbiadito, la fiaccola dell'Utopia che non muore mai) non si saprà mai del tutto e per bene. Si può immaginare che Calu sia un sentimento condiviso, un progetto di vita, una sensazione possente e insopportabile di cui lo scopo non è conosciuto ma è certo insopprimibile. Vi è sicuramente rappresentato un transito, un percorso che va dal visibile verso il regno dell'invisibile, ma il viaggio verso Calu è soprattutto un viaggio verso l'amore e la morte, un tragitto attraverso il deserto che conduce alla conoscenza delle ragioni della vita.
Ogigia Bitossi Ubaldo Morchio Laura - Masso Delle Fate, 2020 - Il Crivello. Nuova Serie
«C'è qualcosa di nuovo sull'isola di Ogigia, qualcosa che prende vita nel momento in cui s'arresta il racconto omerico: la speranza di Calipso di veder tornare Ulisse. Una speranza tormentata, negata e poi recuperata nella visione di una vela lontana: bianco miraggio, sogno inconfessabile che la consapevolezza annega nel mare dell'immortalità. Calipso ama, si strugge, maledice, e non sa che Ulisse vive il suo stesso tormento, e quando, ormai vecchio torna, Calipso stenta a riconoscerlo. Su di lei, il tempo non ha potere, la natura divina le fa scudo, e non c'è scintilla nello sguardo opaco del vecchio che muto si dispone a "far l'amore coi suoi occhi". Il vento agita il velo rosso di Calipso in cima alla scogliera: ultima immagine di una passione che li ha consumati entrambi. Davanti a lui c'è il mare, e il gorgo fatale a compimento del suo destino. Lei resta lì, eternamente bella, eternamente giovane, eternamente sola. Condannata all'immortalità su un'isola in cui la speranza dell'amore salvezza e rifugio dell'anima, come un presagio, ondeggia nella fioritura dei più lontani papaveri rossi.» Gianna Botti.