Il Porto Libri
Libri pubblicati nella collana Il Porto Strumenti a tastiera
Arte organaria a Cuneo. Luoghi dello spirito polvere di suoni Bigotti Francesco - Nerosubianco, 2015 - Il Porto
Una chiesa: lo spazio ideale per trasformare il suono in memoria, per addolcire i passaggi musicali più impervi, per fondere, plasmare e nobilitare le cascate di note, per illuminare i vecchi registri d'organo di una luce calda, ambrata, sfumata dalle morbide tinte del Tempo. Una chiesa: un ambiente estremamente suggestivo, in cui spesso convivono volute architettoniche complesse, memorie più o meno leggibili di vecchi affreschi, arredamenti lignei che profumano di passato, e le cui pareti sono impregnate di echi, riflessi, voci e consonanze che è bello immaginare stratificati in un'impalpabile polvere di suoni. Una chiesa: il contesto più idoneo per ospitare una presenza pulsante e inescludibile: l'Organo, "soggetto vivente che cambia forma e stile di generazione in generazione", autentico "mistero strappato dall'uomo all'armonia del creato". Una chiesa... tante chiese... una città; ecco delinearsi un intrigante percorso tra navate e tribune, riverberi d'eco e note senza tempo, storiche volte e consunti fogli d'archivio, alla scoperta di un universo tanto interessante quanto ancora poco conosciuto ed esplorato: la storia, antica e affascinante, dell'arte organaria in Cuneo.
Luigi Caldera. «Invenzioni a più voci» di un cunese ai confini tra musica e ingegno Bigotti Francesco - Nerosubianco, 2014 - Il Porto
Nel campo della ricerca musicologica accade non di rado di imbattersi in figure storiche dal destino singolare: personaggi estremamente attivi e creativi nel corso della loro esistenza, noti e acclamati a livello anche internazionale, precipitati di colpo in un oblio palpabile e quasi imbarazzante. È questo il caso del piemontese Luigi Caldera, originario di Cuneo e attivo a Torino nella seconda metà dell'Ottocento, visionario ideatore e realizzatore di sofisticati perfezionamenti tecnici applicati agli strumenti a tastiera. Le sue indagini furono soprattutto indirizzate a conferire al pianoforte la tanto vagheggiata continuità delle note e degli accordi, una sonorità "tenuta" che diede origine alla nascita e all'affermazione di strumenti quali il Melopiano e l'Armonipiano, nonché ad associare alla tastiera le delicate sfumature timbriche dell'arpa, con sistemi a corde sia percosse (come nella splendida Calderarpa) che pizzicate (come nel Piano-Arpa Caldera). Presente e apprezzato coi suoi ritrovati nelle grandi Esposizioni Universali dell'epoca (Parigi, Vienna, Londra, Chicago), fu titolare di numerosi brevetti, privative ed esclusive commerciali a livello internazionale.