Imago Iuris Libri
Libri pubblicati nella collana Imago Iuris ARTI
Joseph Beuys. Materia in movimento e diritto di pietra Pulitanò Francesca - Pacini Giuridica, 2024 - Imago Iuris
Durante la seconda guerra mondiale, un giovanissimo Joseph Beuys sopravvive per miracolo a un incidente aereo in Crimea. Soccorso da un gruppo di Tartari, sperimenta il potere taumaturgico del grasso, delle erbe, del feltro. L'arte di Joseph rimane condizionata da quell'esperienza: egli reinventa e trasforma materiali e sostanze, stupisce e coinvolge il pubblico con 'azioni' performative decisamente originali. Tra le sue installazioni c'è Olivestone, un'opera altamente evocativa e di grande valore, la cui proprietà, oggetto di una lunga controversia, sarà infine riconosciuta alla critica d'arte e sua grande amica Lucrezia De Domizio Durini. Il presente volume, dopo aver ripercorso le tappe salienti della biografia di Beuys, si sofferma sul richiamo processuale al fondamento della specificazione, recuperando le radici storiche dell'attuale disciplina codicistica e analizzando l'influenza dei principi beuysiani sulle complesse vicende di Olivestone.
Il sacro nel melodramma tra '800 e '900 Cavalla Francesco - Pacini Giuridica, 2025 - Imago Iuris
La perdita del "sacro" caratterizza la cultura contemporanea occidentale. Fin dal secolo scorso molte voci della filosofia, della letteratura e dell'arte si sono levate a denunciare i pericoli, per la libertà profonda dell'esistenza e per la sua dimensione etica, rappresentati dalla progressiva perdita della dimensione verticale nel sapere comune. Tra queste voci l'Autore evoca quelle di grandi compositori che hanno dato vita ad alcuni dei melodrammi più celebrati nella storia della musica eppure - volutamente oggi - rappresentati trascurando il loro messaggio fondamentale. Si passano in rassegna capolavori di Verdi, Boito, Wagner, Puccini, Stravinsky. Si nota come in essi venga chiamata in causa l'arroganza di ogni potere che - con la sua organizzazione attraverso il diritto - pretende di giustificarsi da sé senza ricorrere ad alcuna fonte superiore. Si giunge, alla fine, con il musicista russo, alla desolata rappresentazione di una società del tutta inconsapevole di ciò che ha perduto.