Interferenze Libri
Libri pubblicati nella collana Interferenze Partiti politici
La rivendicazione della politica. 5 Stelle, mille domande, qualche risposta Civati Giuseppe - Fuorionda, 2012 - Interferenze
Il 98% dei cittadini italiani (una percentuale prossima agli slogan di Occupy Wall Street) diffida dei partiti. L'astensionismo è dato in crescita, in ogni sondaggio. Chi rifiuta la politica cosi com'è è bollato come "antipolitico" dagli attuali attori della politica istituzionale. In molti casi, però, chi è fuori dal Palazzo riempie le piazze con parole d'ordine che scivolano troppo frequentemente nel populismo. È possibile immaginare una soluzione diversa, che preveda la riforma del sistema attuale, una sua moralizzazione, senza che si imponga una scorciatoia populistica? È ipotizzabile una profonda trasformazione dei soggetti politici, un ricambio del gruppo dirigente a destra come a sinistra e una maggiore apertura delle strutture rappresentative? L'autore di questo saggio crede di sì. E ci spiega come.
Hasta la sconfitta siempre! Crisi, metamorfosi e ricostruzione della sinistra italiana Mattesini David Primavera Luca - Fuorionda, 2013 - Interferenze
La richiesta di rinnovamento radicale della politica può passare ancora attraverso le forme e i valori propri della sinistra "tradizionale"? Parte da questa domanda il viaggio alla scoperta di una realtà in continuo divenire, dal fallimento del centrosinistra prodiano all'incompiuta "rottamazione" renziana, dalla débàcle elettorale di Ingroia alla sfida dell'ala critica dei democratici di ispirazione civatiana, dall'opa rilanciata ancora una volta da Vendola sul Pd allo straripante successo e avventino politico di Beppe Grillo e di un Movimento che si pone come polo di attrazione e modello alternativo alla sinistra "tradizionale". I tentativi di risposta sono affidati soprattutto alle voci dei protagonisti della scena politica nazionale, dalle figure storiche agli outsider e ai nuovi aspiranti interpreti di un pensiero che forse solo in Italia poteva raggiungere uno spettro così ampio di declinazioni, sfumature, contorsioni. Da Paolo FerrerO a Pippo Civati, da Giovanni Favia a Nichi Vendola e Stefano Rodotà, dalle nuove leve renziane a Pancho Pardi e molti altri. Tra queste pagine gli scenari, alcune declinazioni, i tanti "non detti" e alcuni orizzonti ideali in una parziale "decostruzione" mossa da intenti costruttivi, utile forse alla ricerca di possibili spiragli per una nuova passione politica, intesa come adesione civile e qualche volta sentimentale, in grado di porre nuove sfide di rinnovamento della società.
L'Italia di Matteo Renzi. Cronaca di un eterno futuro Giorgi Diego - Fuorionda, 2013 - Interferenze
Passare dal partito per cambiare l'Italia. E dalle primarie "aperte". Ancora una volta, come un po' tutta questa storia, che in definitiva è fatta di eterni ritorni, Renzi vuol candidarsi alla guida del Paese e per far questo è disposto, anche mal volentieri, a prendersi la briga di tirare le fila in casa dei democratici. Semmai andando a ricolmare quel confine scavato nei mesi scorsi da quel "noi", i qiovani del "fate posto", a far da contraltare a quel "loro", la vecchia classe dirigente da ringraziare e immediatamente dopo liquidare. Da qui in poi tutto dovrà passare per un'investitura popolare, più ampia possibile. Il perché sta nelle cose: un conto é essere investiti da tre, magari quattro milioni di cittadini pronti a mettersi in coda fuori dai seggi per consegnarti il mandato; un altro da logiche di partito, anzi di corrente. Da una parte il mandato popolare, dall'altra la cooptazione vecchio stile. A cavallo tra l'estate e l'autunno 2012, quando c'era da intavolare le regole per le primarie, Renzi chiese di forzare il dettame normativo. Allora l'Assemblea nazionale del Pd derogò alla norma che avrebbe dovuto investire solo Bersani. A Renzi fu concesso il lasciapassare; la storia poi la conosciamo. Oggi, e qui forse c'é la sensazione di una certa fragilità delle larghe intese, Renzi e i renziani, chiedono l'esatto opposto, per prendersi la segreteria e, a stretto giro dall'investitura, cominciare a minare, con qualche picconata assestata al punto giusto, il cammino di un governo...