Kunsthistorisches Inst Max Planck Inst Libri
Libri pubblicati nella collana Kunsthistorisches Inst Max Planck Inst Teoria delle arti
Musica e arti figurative. Rinascimento e Novecento. Ediz. illustrata Ruffini M. (Cur.) Wolf G. (Cur.) - Marsilio, 2008 - Kunsthistorisches Inst. Max-Planck-Inst.
"Esiste una ragione che induca al raffronto tra i linguaggi delle diverse arti?", "È di aiuto affrontare il tema dei rapporti tra pittura e musica?": le due domande si specchiano l'una nell'altra. Intorno a "Prigionia, liberazione, solitudine" si gioca una irrisolta disputa, che disegna una geografia dei "champs du possibile", abbracciando sincreticamente filosofia, estetica e letteratura, e ripercorrendo lo snodarsi cronologico della funzione dell'arte nel tempo: lo spazio-tempo delle arti, di musica, poesia e teatro, circoscritto per secoli nell'architettura delle cattedrali, e disseminato poi fuori da esse. Unioni e dispersioni dei differenti linguaggi, a cui la scienza apporta, dalla fine del Seicento, nuove sollecitazioni.
Linea I. Grafie di immagini tra Quattrocento e Cinquecento Faietti M. (Cur.) Wolf G. (Cur.) - Marsilio, 2009 - Kunsthistorisches Inst. Max-Planck-Inst.
Tenue è la linea di Apelle (linea summae tenuitatis) secondo Plinio, nel famoso passo della "Naturalis Historia" (Liber xxxv, 81-83). Proprio quel passo celeberrimo è stato il punto di partenza delle Giornate di Studi organizzate da Marzia Faietti e Gerhard Wolf (Firenze, 29-31 marzo 2007, Kunsthistorisches Institut in Florenz, Max-Planck-Institut e Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, con il patrocinio dell'Ambasciata della Repubblica Federale di Germania). Le riflessioni dei diversi autori si concentrano sull'arco temporale che attivi Andrea Mantegna e Albrecht Dürer. Gli interventi si ripropongono di affrontare con ampio respiro il tema della "linea" e le sue implicazioni nella prassi e nella teoria artistica, indagando l'uso del segno grafico nella rappresentazione architettonica come "disegno" dello spazio; nella topografia; nello studio delle realtà; nel linguaggio dell'antiquaria; nella scrittura degli umanisti. I contributi riferiti a Dürer costituiscono altrettante occasioni per rivisitare, secondo una lettura interdisciplinare, il suo universo di punti, segni, linee e tratti che creano superficie e accostano al visibile; altri interventi affrontano artisti posti di fronte al bivio tra la rappresentazione del visibile e dell'invisibile, tra l'emulatio naturae, la sua simulatio. Spicca Mantegna, uno dei più innovativi strateghi del segno lineare tra la fine del 1400 e gli esordi del 1500. II volume contiene "Omaggio a Dürer", 14 sonetti inediti di Sanguineti.