La Clessidra Di Clio Libri
Libri pubblicati nella collana La Clessidra Di Clio Mondo Antico
Prossime uscite della collana La Clessidra Di Clio
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788861028531 L'invenzione dell'Europa
- 9788861028210 Poltava, la battaglia che sconvolse l'Europa
- 9788861027626 Il mondo nel 2040 visto dalla CIA
- 9788861027381 Ritorno in via Mazzini
69 d.C. L'anno dei quattro imperatori Morgan Gwyn - Leg Edizioni, 2019 - La Clessidra Di Clio
All'indomani della morte di Nerone le fonti antiche ci raccontano a tinte fosche dell'anno dei quattro imperatori (Galba, Otone, Vitellio e infine Vespasiano), che a pieno titolo possiamo collocare tra i momenti più caotici, violenti e terribili di tutta la storia romana. Assassinii e guerre civili, eserciti talmente fuori controllo da occupare la stessa Città Eterna senza scrupoli, mentre uomini ambiziosi e feroci accumulavano potere solo per vederlo poi svanire in pochi attimi convulsi. Due sono gli elementi con cui l'autore getta nuova luce su questo snodo della storia antica: il primo riguarda le ragioni delle importanti discrepanze fra le narrazioni rispettivamente di Tacito, Plutarco e Svetonio, i principali storici dell'epoca. In secondo luogo, viene ripercorso il ruolo autonomo degli eserciti rispetto ai comandanti, forse esagerato dalla successiva storiografia. Ne emerge un quadro vivido e originale, in grado di rendere chiara questa confusa ma determinante parentesi, tenendo il lettore col fiato sospeso tra i tumultuosi flutti della storia politica romana.
Augusto in guerra. La lotta per la «pax romana» Lindsay Powell - Leg Edizioni, 2019 - La Clessidra Di Clio
L'espressione pax romana (o pax augusta) evoca un periodo di pace ininterrotta nei vasti domini sottoposti all'autorità romana: Lindsay Powell decostruisce questa immagine non congruente con la realtà storica, ripercorrendo il lasso di tempo dal 31 a.C. al 12 d.C., durante il quale quasi ogni anno vide l'esercito romano in azione da qualche parte, si trattasse di combattere nemici oltre le frontiere per raid punitivi o di vere e proprie conquiste, oppure di contrastare banditi o sopprimere rivolte interne. E nello stesso tempo Augusto riuscì quasi a raddoppiare le dimensioni dello Stato, pur essendo un comandante di seconda categoria, noto per la salute precaria che lo accompagnò anche nel corso delle campagne cui prese personalmente parte. Come fu possibile? Aveva davvero una grande strategia? L'autore mette in luce mirabilmente proprio le capacità di Augusto come stratega e comandante in capo, in grado di cambiare le istituzioni militari per implementarne l'efficacia e concentrare il potere nelle sue stesse mani, anche attraverso una cerchia di collaboratori devoti e abilissimi, capaci di conseguire importanti obiettivi e disponibili a lasciarne il merito all'imperatore. Prefazione Karl Galinsky.
Vae victis! Roma davanti alla sconfitta Engerbeaud Mathieu - Leg Edizioni, 2019 - La Clessidra Di Clio
La storia arcaica di Roma è raccontata dagli autori antichi come una marcia inarrestabile verso la conquista dell'Italia, costellata di successi tali da rendere la supremazia romana una condizione che a posteriori parve addirittura inevitabile, un destino preordinato. Gli storici dell'età augustea, in particolare, seppero forgiare così un'immagine di Roma vittoriosa che poi fu assorbita dalla storiografia in maniera tuttora non sempre adeguatamente critica. Lo studio rivela invece un processo, dalla fondazione di Roma alla prima guerra punica, che non fu affatto lineare e non obbedì ad alcun progetto determinato a priori, nel corso del quale i romani si videro gravemente minacciati da celebri nemici, talora vittoriosi: Porsenna, Brenno, Pirro e altri condottieri, senza trascurare i popoli della penisola, dagli etruschi ai sanniti. Nonostante si siano spesso focalizzati sulle vittorie, gli storici antichi forniscono anche informazioni preziose circa le sconfitte subite dall'Urbe, interrogandosi sulle responsabilità dei comandanti, lo sfavore delle divinità, lo sconforto di cittadini e soldati. Fonti documentarie e materiali sono alla base di quest'opera dedicata alla percezione che i romani ebbero delle loro sconfitte e alle strategie intellettuali impiegate per rielaborarle nel mito di Roma. Infine, grazie a un incrocio di approcci storici, antropologici e archeologici, è evidenziato con chiarezza come gli scacchi subiti si rivelarono fondamentali per avviare trasformazioni istituzionali, religiose e civili.