Libri di narrativa classica prima del 1945

Opere di narrativa classica antecedenti al 1945

Incantamento libro
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LIBRO   9788898420971

Incantamento Rafanelli Leda  Cappellini M. M. (Cur.)   -  Corsiero Editore, 2022  -  La Locanda

Nella convulsa e frivola Milano degli anni che di poco precedono la grande guerra, il giornalista rampante Lorenzo Ardèvi incontra in una casa bizzarra, arredata come il palazzo di un pascià, una enigmatica signora d'Oriente: Gamìla, regale come una faraònide e pericolosa come un aspide. La visione occidentale del mondo e dell'amore, la brama di azione e di possesso si scontrano irrimediabilmente con la saggezza orientale, con il fatalismo arabo, con la paradossale libertà dell'harem. La sensuale Gamìla - ora maliarda ora mercantessa, ora fattucchiera ora sovrana - custodisce segreti indicibili del passato e nel presente, ma nasconde in sé anche una forza imprevista. Nel protagonista del romanzo Incantamento - scritto nel 1917-18, pubblicato nel 1921 con lo pseudonimo di Sahra e qui riproposto a cura di Maria Milva Cappellini - Leda Rafanelli raffigura Benito Mussolini, con il quale ha vissuto fra il 1913 e il 1914 una travagliata relazione sentimentale, ammaliandolo con la propria originalità di pensiero e lo stile di vita arabeggiante. Il futuro dittatore è all'epoca direttore dell'«Avanti», ma la scelta militarista porrà bruscamente fine al suo rapporto con Leda, anarchica e pacifista. In "Incantamento", l'autrice smaschera smaschera un uomo che incarna tutta la frenesia e insieme tutta l'ottusità di un Occidente il quale, già insanguinato, di lì a poco scatenerà gli orrori dei totalitarismi e di una nuova guerra mondiale, e disegna una donna che porta dentro di sé, insieme ad ambiguità e dolori, una grande, libera potenza.

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All'insegna del «buon corsiero» libro
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LIBRO   9788832116489

All'insegna del «buon corsiero» D'arzo Silvio  Casoli A. (Cur.)   -  Corsiero Editore, 2020  -  La Locanda

Pubblicato all'inizio del 1943 e presto uscito di scena, questo romanzo ripescato da Adelphi negli anni Novanta, è ormai da molti anni fuori commercio. Nel centenario della nascita dello scrittore reggiano, abbiamo scelto di riproporlo, convinti che resti un romanzo di grande stile, il prodotto di un altro «lettore di provincia» con un'atmosfera trasognata e lunare, tra Stevenson e Goldoni, tra la Ferrara metafisica dei dipinti di De Chirico, De Pisis e Carrà e quella delle pagine di Savinio e di Govoni, sotto l'incanto e la suggestione dello stile barocco di Tommaso Landolfi. Ne risulta un libro tutto teatrale, fatto di quinte in cartapesta, fondali lirici e sognanti, maschere e personaggi stilizzati, pagine musicali e levigate tutte artificio e leziosità: All'insegna del Buon Corsiero resta come un'aria d'opera malinconica eppure lieve e suadente con cui uno scrittore appena ventenne provò a cantare l'angoscia della propria tormentata adolescenza, fatta di pudore e di senso di colpa, ma anche di fiducia e di speranza nella letteratura; il tutto, nel bel mezzo della dittatura fascista e della seconda guerra mondiale.

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