La Societa It Moderna E Contemp Sez 1 Libri
Libri pubblicati nella collana La Societa It Moderna E Contemp Sez 1 Storia d'Europa
Caso funesto occorso tra sbirri e scolari (e altri misfatti). Padova 15 febraro 1723 Soffiato Ruggero - Franco Angeli, 2024 - La Società It. Moderna E Contemp.-Sez. 1
1723, lunedì 15 febbraio, circa le tre del pomeriggio. Un gruppo di studenti dell'Università di Padova entra in un caffè di piazza dei Signori, loro abituale ritrovo, ma vengono prima provocati e poi assaliti da un gruppo di sbirri, armati di archibugi, che li inseguono fino ai piani superiori, ne ammazzano barbaramente due, costringendo altri a lanciarsi dal terrazzo della casa. Uccidono anche un giovane spettatore innocente. Il "barbaro e crudelissimo misfatto", mette in agitazione tutta la città: l'Università viene chiusa d'imperio dalle Autorità, degli studenti, terrorizzati, parte si reca a Venezia per protestare, parte fugge per tornare a casa; il Rettore veneziano prende i necessari provvedimenti per arrestare i colpevoli e, insieme ad alcuni docenti di maggior prestigio dello Studio, intesse una fitta corrispondenza con le Autorità veneziane al fine, soprattutto, di frenare l'emorragia di "scholares", già presenti in scarso numero. I provvedimenti ottengono gli effetti sperati: dopo qualche giorno l'Università riapre, gli studenti tornano, gli sbirri arrestati vengono inviati a Venezia per il processo davanti al tribunale del Consiglio dei dieci, che si conclude il 24 settembre dello stesso anno con una serie di severe condanne. Il racconto di questi avvenimenti, basato su documenti d'archivio e su testi popolari, anche in latino maccheronico, prova evidente del forte impatto sulla cittadinanza patavina, sono l'oggetto di questo saggio.
Prima del Ministero della Sanità. L'Alto commissariato tra la ricostruzione e gli anni Cinquanta Paniga Massimilano - Franco Angeli, 2021 - La Società It. Moderna E Contemp.-Sez. 1
Il volume ricostruisce le vicende dell'Alto commissariato per l'igiene e la sanità pubblica, nato nel luglio 1945, in sostituzione della vecchia Direzione generale della sanità pubblica del Ministero dell'Interno, e rimasto attivo in Italia sino al 1958 quando venne creato il Ministero della Sanità. La ricerca, condotta prendendo in esame, fra gli altri, l'omonimo fondo conservato presso l'Archivio centrale dello Stato, analizza il ruolo occupato dall'Acis all'interno dell'apparato burocratico e amministrativo, evidenziandone i limiti e i difetti, nonché il più generale grado di provvisorietà e di incertezza legislativa che lo poneva su un piano differente rispetto a un vero Ministero. Dell'istituzione, a cui la legge affidava compiti di coordinamento e di vigilanza tecnica sugli enti sanitari presenti in Italia, viene così posto in risalto l'organizzazione interna, il numero degli uffici, con il relativo personale dipendente, i bilanci annuali e la distribuzione delle risorse fra le varie voci degli stessi. Importante è anche il tema del rapporto, spesso complicato, tra l'Amministrazione sanitaria centrale e quei Ministeri titolari di funzioni igienico-sanitarie, a ulteriore dimostrazione della confusione e della disorganicità che regnava nel settore. Sul piano dell'attività pratica un'attenzione particolare è dedicata al problema delle malattie sociali, a partire dal fenomeno della tubercolosi, che rappresentò, senza dubbio, la sfida più difficile affrontata dall'Alto commissariato.
Le Marche 1970-2020. La Regione e il territorio Amatori F. (Cur.) Giulianelli R. (Cur.) Martellini A. (Cur.) - Franco Angeli, 2020 - La Società It. Moderna E Contemp.-Sez. 1
Questo volume celebra il cinquantesimo anniversario della Regione Marche, di cui ricostruisce vicende e attività, dando conto anche dei principali processi economici e sociali che hanno interessato l'ente nell'ultimo mezzo secolo. Le Marche sono, forse, la regione più saggia d'Italia, senza i rancori antichi del Mezzogiorno e senza le irrequietudini e le ambizioni di una Lombardia. Sono una regione che non fa rumore; perfino l'«autunno caldo» vi è scivolato sopra senza grosse tensioni. Non si tratta di apatia, ma di un solido buon senso. La gente ed anche la natura fanno pensare alla Svizzera: magari una Svizzera un po' povera, ma con la medesima vocazione civile (Cesare Zappulli, 1970). Il destino delle Marche nel prossimo decennio - gli anni che faranno decollare la regione verso i livelli del Nord o la terranno ancora confinata nel limbo anonimo della «Terza Italia» - si giocherà nell'aula del consiglio regionale. «Purché - aggiungono i marchigiani per correggere, come sempre, con un tocco di scetticismo ogni speranza - quelli che contano riescano, almeno stavolta, a mettersi d'accordo» (Alberto Sensini, 1970).