La Zattera Libri
Libri pubblicati nella collana La Zattera ARTI
Commiato di Matisse Guidieri Remo - Medusa Edizioni, 2002 - La Zattera
Commiato di Matisse - Medusa Edizioni
Courbet e l'origine del mondo. Storia di un quadro scandaloso Savatier Thierry - Medusa Edizioni, 2008 - La Zattera
L'ultimo proprietario del quadro fu lo psicoanalista Jacques Lacan. Ma Courbet l'aveva dipinto per un diplomatico arabo che animò la vita parigina del secondo Ottocento: lo teneva nascosto in bagno, coperto da una tenda verde e lo mostrava solo ai visitatori più intimi. Dopo la morte di Lacan il quadro è finito nelle collezioni pubbliche francesi e dal 1995 è esposto al Museo d'Orsay dove continua a far discutere i "benpensanti" che lo bollano come osceno. E intanto attrae fiumane di visitatori, come alla mostra parigina attualmente dedicata a Courbet, dove la tela, messa a confronto con le foto pomografiche dell'epoca, rivela la sua "diversità".
Processo all'altare della patria - Medusa Edizioni, 2011 - La Zattera
Ha un secolo esatto di vita il Vittoriano. Venne inaugurato il 4 giugno 1911, per i festeggiamenti dei primi cinquant'anni dell'unità d'Italia. Per molti rappresenta uno scempio urbanistico, dove la retorica trionfale della monarchia e delle oligarchie che governavano l'Italia unita, aprirà la strada al fascismo. Eppure quando nel 1986 si tenne a Palazzo Venezia il processo all'Altare della Patria - parteciparono nomi come Bruno Zevi (favorevole all.abbattimento), Paolo Portoghesi, esponente di spicco del postmoderno, Giovanni Klaus Koenig, storico dell'architettura e del design, e altri ancora -, finì con una mezza assoluzione, perché la giuria ritenne che il monumento potesse avere una nuova e inattesa funzione nella vita della capitale. Ma già Carlo Dossi aveva dedicato all'esito del concorso del 1880 un pamphlet che prendeva di mira le surreali proposte presentate dai progettisti, definendoli, efficacemente, "I Mattoidi". E oggi? Abbatterlo oppure conservarlo? Questo libro presenta i materiali del processo, il saggio di Dossi, uno scritto di Federico Zeri sulla sciatteria culturale che emerse dai progetti dell'epoca, e una riflessione di Vittorio Gregotti, che in modo polemico ragiona sul modo di gestire i concorsi di architettura, ieri ma soprattutto oggi, di cui il Vittoriano rimane un caso emblematico.