Labirinti Libri
Libri pubblicati nella collana Labirinti Narrativa classica (prima del 1945)
Prossime uscite della collana Labirinti
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791257980139 Luoghi dove una non è...
- 9791257980085 Poesie di Svendborg
- 9791257980078 Piantaggine e anno domini MCMXXI
- 9791257980023 L'amore e la furia
- 9788866750017 Un religioso silenzio
- 9788865486955 Epoche e storia. Attraversando Marx e Heidegger
Bashö zakki. Note sparse su Bashö. Testo giapponese a fronte Akutagawa Ryunosuke Follador E. (Cur.) Marinucci L. (Cur.) - La Vita Felice, 2022 - Labirinti
Un modo di definire un classico - uno dei molti - è la sua attitudine a contenere moltitudini. Pur rimanendo se stesso, continuerà a mutare e trascendere la sua epoca, diventando cose diverse, in luoghi diversi, per diverse persone. Oppure potremmo dire che dentro il monumento di un autore classico è spesso nascosto uno specchio, qualcosa che restituisce un'immagine del suo lettore, chiunque esso sia. Questo volume ripropone precisamente un simile riflesso letterario; ma è anche la storia di uno specchio che, alla fine, è andato in frantumi. [...] Scrivendo di Bashô, di un classico che non smette di sedurlo e tormentarlo, Akutagawa ha creato un ritratto erudito e teso del grande poeta in cui, però, come riflettendosi nel buio lucido del suo inchiostro, continua a scorgere anche se stesso.
La principessa del sogno. Testo tedesco a fronte Marx Karl - La Vita Felice, 2021 - Labirinti
Quel ritratto diventato un'icona, i suoi libri, dai Grundrisse al Capitale, e poi la sua militanza politica a tutto possono far pensare, tranne che Karl Marx sia stato, oltre che un grande filosofo, anche un simpatico guascone e un poeta. Eppure la figlia Eleanor, che ha avuto il merito di scovare e pubblicare il romanzo incompiuto del padre, Scorpione e Felice, così lo descrisse: «Per chi ha conosciuto Marx nessuna leggenda è più ridicola di quella che lo raffigura come un uomo scorbutico, amareggiato, inflessibile e inavvicinabile, una sorta di Giove tonante arroccato nell'Olimpo di una solitudine inaccessibile, perennemente intento a scagliare i suoi fulmini e senza mai un sorriso sulle labbra. Una simile descrizione del più allegro e giocondo degli uomini, dell'uomo dall'umorismo spumeggiante e dal riso irresistibilmente contagioso, del più gentile, tenero e simpatico dei compagni di gioco, è una fonte di perenne stupore e di spasso per chiunque lo abbia conosciuto». Prefazione di Paolo Barbieri.
Visioni veneziane Fenimore Woolson Constance Tornar M. (Cur.) - Tabula Fati, 2013 - Labirinti
Le ultime annotazioni di Constance Fenimore Woolson di poco precedenti "l'atto di follia certa", come lo definì Henry James, di gettarsi da una finestra del veneziano Palazzo Semitecolo. Era bella, assai apprezzata in America per i suoi libri, ma afflitta dalla sordità e da un'atroce solitudine. Riconosciuta in patria come l'interprete suprema della civiltà sudista, scrisse anche numerosi racconti ambientati in Italia. Queste "Visioni" in prosa trattengono il trepidare della sua anima dinnanzi al misterioso specchio della Laguna una sorta di trasmigrazione nella solitudine di luoghi che tuttora parlano di lei. E del suo cagnolino Tello, per la morte del quale - otto anni dopo il suicidio della sua padrona - James stesso scrisse parole addolorate. Pronipote del grande J. Fenimore Cooper, la Woolson ha affidato la sua anima pionieristica al paesaggio attorno a Venezia. Il testo è seguito da un saggio di Henry James sulla scrittrice, tratto dalla raccolta "Partial Portraits" (1888).