Le Bighe Libri
Libri pubblicati nella collana Le Bighe Letteratura: storia e critica
Leggendo Shakespeare Chesterton Gilbert Keith Vetri V. (Cur.) - Rubbettino, 2018 - Le Bighe
A Chesterton Shakespeare piaceva da matti: ne traeva insegnamento per la sua vita interiore e al tempo stesso autentico piacere e godimento, non solo per gli straordinari concetti da lui espressi, per la profondità dei suoi drammi, per la complessità delle psicologie dei personaggi, ma anche per l'originalità di talune immagini visive, per la creatività nell'uso del linguaggio, per il semplice suono di certi suoi versi, per la straordinaria capacità di raccontare l'uomo all'uomo senza infingimenti. Nel presente volume sono raccolti - grazie a Valentina Vetri, docente di Cultura e Civiltà inglese presso l'Università CIELS di Bologna - proprio gli scritti in cui Chesterton spiega e interpreta meglio alcune delle opere di Shakespeare più note, in modo che siano perfettamente comprensibili a tutti, dandone letture tanto semplici quanto originali e profonde, che ci spingeranno con rinnovato gusto sulle pagine del "grande Bardo".
Gloria e decadenza. Una interpretazione del Don Chisciotte Maeztu Ramiro De - Rubbettino, 2024 - Le Bighe
Quasi sconosciuto in Italia, Ramiro de Maeztu (1874-1936) è stato il principe del giornalismo spagnolo del Novecento, uno dei maggiori protagonisti della Generazione del '98 e uno degli ispiratori segreti della destra cattolica europea. Dopo aver attraversato alcuni snodi ideologici del XX secolo, come il socialismo liberale e il sindacalismo, e dopo anni di soggiorno in Inghilterra dove collaborò alla rivista «The New Age», assieme a Ezra Pound e Gilbert K. Chesterton, svilupperà una visione cattolica e conservatrice della realtà e posizioni politiche monarchiche e nazionaliste. Questa conversione stupirà molti suoi amici, tra cui José Ortega y Gasset e Pío Baroja, e ne farà una specie di appestato nella convulsa Spagna degli anni '30. E tuttavia questo nuovo e definitivo approdo della sua mente inquieta darà al suo giornalismo militante, come scrisse una volta Barbey D'Aurevilly di Donoso Cortés, quelle «lingue di fuoco che prima non possedeva». Scoppiata la guerra civile, nell'ottobre del 1936 Maeztu viene fucilato a Madrid perché considerato uno dei mandanti morali del colpo di stato contro la Repubblica. Secondo Jorge Luis Borges, che ebbe modo di frequentarlo in Argentina, il saggio sul Don Chisciotte appartiene alle pagine più interessanti scritte dal giornalista. Il Don Chisciotte, infatti, è l'opera dove meglio si comprendono la decadenza della Spagna del XVI secolo e il fallimento dei sogni imperiali di Filippo II. Romanzo della disillusione e del disinganno, il capolavoro di Cervantes è anche il libro universale della volontà eroica che cerca di realizzare, senza riuscirci, la giustizia e il bene tra gli uomini. Ma anche se l'eroe del romanzo morirà nella tristezza e nella sconfitta la sua immagine, scriverà Maeztu, «continuerà per sempre a ondeggiare nell'atmosfera, come un ideale da seguire».