Le Boe Libri
Libri pubblicati nella collana Le Boe Relazioni internazionali
Prossime uscite della collana Le Boe
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788893884679 L'imbestio. Storia di Technogym
- 9788893882590 Caso zero
La posta in gioco. Manifesto per la pace e la libertà Gorbacëv Mihail Sergeevic - Baldini + Castoldi, 2020 - Le Boe
A trent'anni dalla fine della guerra fredda, l'equilibrio mondiale non è mai stato così a rischio. Il presidente degli Stati Uniti si e ritirato dal trattato di disarmo con la Russia e ha abbandonato unilateralmente l'accordo sul nucleare iraniano, l'Europa pesa sempre meno sullo scacchiere internazionale e rischia di disintegrarsi, la Cina prende sempre più spazio e, a causa dell'epidemia di Covid-19, una crisi economica e sanitaria senza precedenti si e abbattuta su tutto il mondo, rischiando di favorire un'ondata di nazionalismi e autocrazie capaci di mettere in discussione i principi di libertà e autodeterminazione. Alla luce dell'instabile situazione mondiale, Michail Gorbacëv, l'ultimo grande statista del Novecento, mette in guardia da una guerra di tutti contro tutti. Se da una parte si devono fare i conti con l'incapacità e la riluttanza degli attuali leader politici a lavorare su soluzioni internazionali, dall'altra e quanto mai importante concentrarsi sulle grandi sfide del nostro tempo: la crisi della democrazia e l'avanzare dei populismi, il rischio di una guerra globale dalle conseguenze disastrose, le minacce di nuove pandemie e delle vecchie armi nucleari. Il suo rimane un messaggio di speranza. Per combattere la guerra fredda del ventunesimo secolo - da sempre minacciata e che ora iniziamo a immaginare - avremo bisogno di armarci di pazienza e dialogo, di prestare attenzione al futuro delle nuove generazioni, al cambiamento climatico, alle ragioni della pace, alle sempre più profonde disuguaglianze sociali ed economiche.
Emanuela Orlandi. Il rapimento che non c'è Nicotri Pino - Baldini + Castoldi, 2023 - Le Boe
Il 22 giugno del 1983, dopo essere andata a lezione di musica, la quindicenne Emanuela Orlandi scompare misteriosamente in pieno centro a Roma. Oggi, a quarant'anni di distanza, non ne sappiamo niente di più. Sulla vicenda si è scritto e detto di tutto, come se ognuno avesse una sua verità a portata di mano: Emanuela rapita per essere scambiata col terrorista turco Alì Agca, che l'anno prima in piazza San Pietro aveva sparato a Giovanni Paolo II ferendolo gravemente; o per ricattare il papa, fortemente schierato contro i sovietici; sequestrata dalla Banda della Magliana o per farsi restituire i soldi prestati allo IOR o per fare un piacere a qualche pezzo grosso del Vaticano, forse lo stesso pontefice; e ancora, Emanuela vittima di un sistema pedofilo interno al Vaticano... Le congetture sono state moltissime e moltissime sono state le dichiarazioni di «supertestimoni» in cerca di visibilità, gli appelli, le «confessioni» e le «rivelazioni» clamorose, i «ricordi» tardivi e provvidenziali. Niente di tutto questo, però, ha contribuito ad arrivare a una soluzione; al contrario, ha spalancato una finestra sul fenomeno del «malogiornalismo», che a furia di avallare ogni pista e di dare spazio a ogni mitomane ha alimentato un circo mediatico tale da rappresentare un vero e proprio depistaggio delle indagini. Pino Nicotri di questo «rapimento che non c'è» ha iniziato fin dal 2002 a demolire le montature e gli scoop, additando come probabile l'unica pista incredibilmente ignorata dalla famiglia, dai media e dalle forze dell'ordine: la stessa che provoca la morte e la scomparsa di tanti e tante minorenni nel nostro Paese e non solo. Corredato da documenti inediti e dati certi e dimostrabili, questo libro ricostruisce l'intera vicenda Orlandi con una serietà e una precisione che troppo a lungo sono mancate nella trattazione del caso. Non per avvalorare facili dietrologie, ma per fare una volta per tutte chiarezza su cosa è successo a Emanuela Orlandi al netto delle congetture più fantasiose.
La disfatta del Medio Oriente. Due secoli di interventi occidentali nei paesi islamici Salt Jeremy - Castelvecchi, 2016 - Le Boe
Il 2 luglio 1798 Napoleone entrò ad Alessandria d'Egitto a capo di una trionfante armata francese. Per la prima volta dopo le Crociate, un esercito europeo invadeva una terra islamica segnando l'inizio di un nuovo conflitto tra civiltà che da oltre due secoli tiene in ostaggio l'area ormai nota come Medio Oriente. L'invasione dell'Iraq nel 2003 a opera degli Stati Uniti è l'ennesimo episodio drammatico che ha inasprito le relazioni tra paesi occidentali e paesi islamici, lasciando sul campo migliaia di morti, dolore, tensioni e un forte desiderio di vendetta. Ma quali sono le radici di quest'odio? Qual è la verità che si nasconde dietro le reciproche accuse che da anni scandiscono le relazioni internazionali? Per capire bisogna ripercorrere dall'inizio gli eventi, analizzare la campagna prolungata delle forze occidentali nei paesi islamici, ristabilire la giusta prospettiva e interrogarsi sul senso della contrapposizione tra "noi" e "loro", tra Occidente e Islam, una divisione che è ormai degenerata secondo l'autore in una vera e propria patologia culturale". Dopo l'11 settembre, in molti si sono chiesti: "Perché ci odiano?". Forse l'unico modo per rispondere a questa domanda è ponendone un'altra: per quanto tempo ancora l'Occidente continuerà a imporre come "decreto dittatoriale" la civilizzazione e la democrazia?