Le Guide Del Viaggiatore Raffinato Libri
Libri pubblicati nella collana Le Guide Del Viaggiatore Raffinato Perugia
Spello. La rosa dell'Umbria Federici R. (Cur.) - Edimond, 2010 - Le Guide Del Viaggiatore Raffinato
Spello è una città che impone il recupero del tempo perduto del ritmo naturale delle cose, del delicato cullarsi tra i suoi colori quando il silenzio e la solitudine avvolgono ogni cosa. Ed è proprio a lei "città del silenzio" che Gabriele D'Annunzio dedicò una delle sue poesie scritte per quelle città italiane dove il tempo sembra essersi fermato. La "rosa dell'Umbria", famosa per il colore delle sue pietre, è stata cantata anche da Carducci nel 1876: "grande, austera, verde / da le montagne digradanti in cerchio / l'Umbria guarda", da Wolfgang Goethe e da Edward Hutton, con parole piene di ammirazione.
Foligno. Antichi e nuovi splendori di una città-fenice Melelli A. (Cur.) Cicioni A. (Cur.) - Edimond, 2009 - Le Guide Del Viaggiatore Raffinato
Il testo è articolato in due tomi: nel primo vengono rintracciate le origini di Fulginium, per poi seguire l'evolversi della città lungo il Medioevo; nelle rubriche di approfondimento un ampio spazio è dedicato alla cattedrale di San Feliciano e al Museo di Palazzo Trinci. Ad una economia prospera (civitas mercaturae) corrisponde l'ingrandirsi della città che viene arricchita dalla costruzione di molti palazzi. Nel secondo tomo sono protagoniste la Foligno ottocentesca e le trasformazioni urbane, oltre alle proposte di escursioni fuori dalle mura cittadine. Un gran numero di viaggiatori del passato ha apprezzato la posizione della città, come Montaigne, che scriveva nel 1580: "Mi sembra che nessuna pittura possa rappresentare un così ricco paesaggio" o il Misson, che nel 1702 rimase incantato "dalla piana di Foligno, che appare da lì una delle cose più belle al mondo". Ovviamente molti altri si sono soffermati sull'arte della città: nel 1923 Edward Hutton scriveva nella guida "The Cities of Umbria" che il viaggiatore si sentiva attratto dal "desiderio di visitare [...] gli straordinari affreschi di Ottaviano Nelli e di Niccolò da Foligno" e nel 1956 il Brion affermava che "i capolavori vi sono di tale abbondanza che bisogna scegliere i più eccellenti e i più rappresentativi".