Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
Alamut Bartol Vladimir - Castelvecchi, 2017 - Le Monete
«Nulla è vero, tutto è permesso» è la sconcertante legge di Hasan Ibn Sabbah, Capo Supremo della setta ismailita degli Assassini, una legge che annulla tutte le altre, nel nome della fede cieca e delle armi. Alla fine dell'Undicesimo secolo, la fortezza di Alamut è la base e il rifugio degli Assassini, impegnati nella guerra totale contro la dinastia sunnita dei Selgiuchidi, padroni dell'Iran. Qui vengono portati i giovani Halima e Tahir e qui avviene la loro formazione: la sapienza erotica per Halima, la guerra per Tahir, la filosofia e la religione per entrambi. Ma sopra ogni cosa l'obbedienza assoluta al signore della setta, l'annullamento della propria volontà individuale, il sacrificio di sé in vista del premio finale, un Paradiso di cui solo Ha-san, un dio terrestre, detiene le chiavi. Libro maestoso e inquieto, opera visionaria che cela la propria densità nelle vesti di perfetto romanzo storico, Alamut è anche un'enciclopedia della sapienza e della follia umane, un luogo di metafore e profezie, e, infine, la storia di due giovani che si confrontano con un mondo minaccioso e subdolo, che ne userà le paure e i desideri profondi.
Ciò che vide Manuel Marques Zanderigo Guido Cavalleri M. (Cur.) Gobbi L. (Cur.) - Castelvecchi, 2016 - Le Monete
Tibet, XVII secolo: nella sacca di Manuel Marques, un gesuita morente, l'abate del monastero buddhista di Tawang scopre un manoscritto con le indicazioni per il mitico regno del Prete Gianni. Tre secoli più tardi, nel 1904, un ufficiale britannico al seguito della spedizione Younghusband a Lhasa lo ritroverà nella biblioteca del Potala. Ma cosa cela la figura del Prete Gianni? Di quale immane segreto era stato partecipe Marques? Tutto torna a riannodarsi in una ricerca che non ha in serbo tesori e ricchezze, bensì l'accesso alla Conoscenza. La meta è un beyul, un punto di passaggio sottile, anzi il più sacro tra questi luoghi ritagliati ai margini della manifestazione, sull'orlo del divenire. Da Venezia, porta d'Oriente, attraverso un lungo vagare per l'India britannica e portoghese fino al Tibet più remoto, i fili dell'avventura si intrecciano con l'archeologia, l'arte e i miti dell'India, per offrire una confidenza nuova con la sua tradizione, ma anche con i misteri della vita umana.