Le Onde Del Sebeto Libri
Libri pubblicati nella collana Le Onde Del Sebeto Raccolte di poesia di singoli poeti
Lo 'Nfierno. L'Inferno di Dante in lingua napoletana Jaccarino Domenico D'amico V. (Cur.) - D'amico Editore, 2021 - Le Onde Del Sebeto
Per commemorare Dante in occasione del settecentesimo annuversario della sua morte e per togliere dall'oblio Domenico Jaccarino viene ora riproposta Lo 'Nfierno, opera pubblicata nel 1870 e più volte riedita nel corso dell'Ottocento. Sulla traduzione dello Jaccarino, Francesco Mastriani scriveva ne «La Domenica, Cronaca della settimana», n. 38 anno II, del 27 luglio 1867: «Sentiamo il debito di tributare una parola di elogio al sig. Domenico Jaccarino, per la difficile traduzione in dialetto napolitano, ed in versi, che egli sta pubblicando dello Inferno del Dante nel suo giornale Partenope. Quando si pensi alla difficoltà di ridurre nel linguaggio del nostro volgo Napolitano gli altissimi concetti del gran poeta italiano non si può far a meno di riconoscere nel sig. Jaccarino un merito non comune in questa sorta di lavori che chiedono un profondo studio del nostro dialetto e una piena intelligenza del testo.»
Lettere 'a ll'Africa. in appendice la cronaca della guerra di Abissina dal giornale «La Follia» (1887) Russo Ferdinando Pellegatta A. (Cur.) - D'amico Editore, 2022 - Le Onde Del Sebeto
Nel poemetto Lettere 'a ll'Africa (1896) Ferdinando Russo affida a dei popolani il resoconto della guerra d'Abissinia. Un reportage che riproduce fedelmente lo stato d'animo dei napoletani al momento della partenza dell'esercito alla volta dell'Africa, dove era impegnato in una guerra combattuta in luoghi lontanissimi, per motivi oscuri, pertanto percepita come profondamente ingiusta. Sono gli stessi sentimenti che esprime il settimanale «La Follia» negli articoli pubblicati nel 1887, l'anno della battaglia di Dogali, vinta dagli etiopi ai danni delle truppe italiane. Fondata nel Natale del 1874 dal sacerdote Antonino Teodoro alias Mastrogiorgio Yo (Napoli, 1833-1886) allietò per molti anni le domeniche dei napoletani e non solo. Fu sempre fedele ai suoi motti: ridendo quis vetat dicere verum? e Castigat ridendo mores.