Le Parole E Le Cose Libri
Libri pubblicati nella collana Le Parole E Le Cose Arti: argomenti d'interesse generale
L'incubo di Pigmalione. Girodet, Balzac e l'estetica neoclassica Savettieri Chiara - Sellerio Editore Palermo, 2013 - Le Parole E Le Cose
Quando, per la prima volta nella storia della cultura occidentale, la solitudine diventa una delle condizioni strutturali della creazione artistica? Dove affondano le radici dell'estetismo moderno? In che contesto l'ideale di un'arte che somigli alla vita si salda in maniera irreversibile a quello di una vita che abbia senso solo nell'arte? Attraverso una lettura incrociata che accosta i romanzi d'artista di Balzac alle opere letterarie e pittoriche di Anne-Louis Girodet, questo studio cerca di restituire alla cultura dell'età neoclassica una posizione di primo piano nella cartografia della modernità. La nascita dei musei, la dimensione agonica dei "Salon", la crisi del concetto e della grammatica della mimesi, un collezionismo vissuto come pratica estetica totalizzante che annienta il confine tra la vita e l'arte: sono questi alcuni dei fenomeni qui rivisti da una prospettiva che supera i confini disciplinari e le cesure storiografiche e prova a inserire in uno stesso campo di forze la pittura apparentemente attardata e irrisolta di Girodet e l'universo fantasmagorico di Sarrasine e Frenhofer. Non solo Balzac, come qui si sostiene, usa la romanzesca biografia del pittore come sinopia per inventare i suoi artisti falliti. Il doppio legame che segna la vicenda artistica di Girodet e l'estetica neoclassica nel suo insieme - la ricerca impossibile di un'arte che, restando naturale, trascenda la natura - è infatti all'origine della straordinaria intuizione narrativa di Balzac.
L'Ottocento fatto immagine. Dalla fotografia al cinema, origini della comunicazione di massa Fiorentino Giovanni - Sellerio Editore Palermo, 2007 - Le Parole E Le Cose
Un viaggio nella storia dell'immagine che è un intreccio di storie, trova le sue fondamenta nella ricerca storico-empirica e vede convergere campi multipli e risorse disciplinari complementari. Molto prima di cinema e televisione, computer e videofonini, l'immagine riproducibile all'infinito costruisce l'immaginario e la storia dell'uomo borghese. Nel cuore dell'Ottocento, l'Europa e gli Stati Uniti accolgono l'immagine del mondo e si preparano a diventare "mondo fatto immagine". L'Ottocento è il secolo della civiltà industriale, delle metropoli urbanizzate, delle merci e della pubblicità, del telegrafo e delle Grandi Esposizioni Universali, del romanzo e dei giornali, del verismo e dell'impressionismo, del treno e della fotografia. E proprio la fotografia costruisce l'identità dell'uomo moderno e il suo complemento ideale, racconta il mondo borghese e ne delinea i confini. I salotti e i ritratti di famiglia, le strade di Napoli e di New York, quelle di Londra e Parigi, l'atlante geografico e la memoria storica: il repertorio sociale dell'immagine è scritto nel secolo borghese, nello sviluppo e nella divulgazione istantanea delle tecnologie. La fotografia, erede di forme di comunicazione aristocratiche, dalla pittura alla scrittura, dalle incisioni al giornale stampato, è in grado di forzare le possibilità comunicative per aprire alla dimensione del consumo visivo e immaginario di massa.