Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
La tempesta invisibile Claudio Dino - Medusa Edizioni, 2014 - Le Porpore
"'La tempesta invisibile' s'impone come romanzo universale per la perennità del suo contenuto centrato sul problema del dolore nel mondo rapportato all'assioma della paternità di Dio. "E tu vieni, affrettati, mio silenzio amato". Questa invocazione struggente con cui Silvano chiude il suo diario è il grido disperato rivelatore della profonda nostalgia dell'Essere in cui Silvano si è sentito radicato al di là della sua esperienza di dolore. La parola, in Claudio, conclude alla scoperta di Dio come in uno sviluppo necessario per far posto al silenzio come luogo privilegiato dell'incontro luminoso con l'Assoluto. Lo stile, la forma compositiva, la modalità estetica di Claudio assecondano il processo dinamico della condizione umana nel suo rapporto con il mondo segreto del dolore e del male; il linguaggio classicamente trascendente si fa metafora esso stesso della palingenesi finale risolutiva e conclusiva che avviene nella sua opera. Esso ha la consistenza viva e affascinante della stessa realtà, ma risolta nella forma musicale del sogno gnoseologico ed edenico, quello che aiuta a ricordare la nostra origine teomorfica e la serietà drammatica del nostro destino etico ed escatologico. L'esistenzialismo cristiano, così connaturale al suo essere nel mondo, vero motivo unificante della sua prosa e poesia, pone Dino Claudio nella condizione del dolore, ma su uno sfondo di cieli aperti, di orizzonti di luce." (dalla prefazione di Alessandro Bitetti)
Pinocchio e altri balocchi. Dialoghi con un burattino e meditazioni trascendenti sui giocattoli Gentilini Gianni - Medusa Edizioni, 2006 - Le Porpore
Il narratore si lascia sorprendere lungo la strada dal piccolo burattino che ha ispirato tanti bambini dall'Ottocento a oggi, e Pinocchio lo convince a fare un viaggio nel Paese dei balocchi. È un viaggio nella memoria, nel modo di giocare e nell'ingegno umano che ha inventato i gingilli più strani per dar fondo alla fantasia e alla ricerca del burattinaio. Forse a ben pochi adulti verrebbe in mente di salire su un carro dalle ruote fasciate di stracci e guidato dall'omino palla di burro per affrontare un mondo senza tempo e senza confini. È così che prendono forma alcuni singolari "dialoghi morali", e ci si trova immersi fra antiche carte e balocchi impolverati usciti da vecchi bauli che il tempo moderno ha relegato in soffitta. Dalla bambola greca alle scatole cinesi, dai giochi individuali a evoluti ritrovati tecnici, fino alle insidie dell'arte con le installazioni di Maurizio Cattelan. Una riflessione che risale alle sorgenti dello svago e dell'educazione, e si allarga alla letteratura, all'arte e alla religione, con colpi di scena e contrattempi dove, per così dire, il burattino ci mette il naso e tutta la propria birichina cocciutaggine.
Travestimenti Cocteau Jean Dotti M. (Cur.) - Medusa Edizioni, 2007 - Le Porpore
Viaggiatore eccentrico, disinvolto costruttore di miti, equilibrista della poesia, uomo di mondo e instancabile flàneur, al termine di un complesso itinerario artistico che lo porterà a incrociare alcuni dei frangenti più tortuosi dell'intero Novecento, Jean Cocteau confesserà di aver "scritto sempre e soltanto col proprio sangue, come fanno i prigionieri". La sua vasta produzione fatta di romanzi, poesie, film, disegni, libretti teatrali e d'opera, si proponeva di rappresentare l'equivalente di "un grido messo nero su bianco, non certo per il bisogno di farsi ammirare, ma per quello di essere amato". Per strada, nei camerini di un circo, ai margini del ring, a partire dagli anni Trenta Cocteau incontrerà alcuni fra i protagonisti di una rivoluzione culturale che, ora più di allora, sfugge alle cronache ufficiali, si dirama dal basso, non costruisce muri, ma apre spazi e infine produce poesia, anche se non in forma di parole. Sarà proprio Cocteau, col suo "inchiostro di sangue", a trovare le parole adatte in testi che ancor oggi rappresentano la controstoria di un teatro vissuto, pensato e giocato sempre fuori dalle scene e dalle convenzioni.