Materiali Fuori Collana Libri
Libri pubblicati nella collana Materiali Fuori Collana EUROPA
Valori vs finanza. Cooperazione di consumo: uno sguardo dall'interno, una proposta per il fututo Perini Cesare - Editrice Socialmente, 2015 - Materiali Fuori Collana
Il saggio, a partire dall'appassionata ricostruzione della vita lavorativa dell'autore, segue la storia di oltre trent'anni del movimento cooperativo di consumo. Si apre con la difficile fase dei primi anni '80, superata grazie alla capacità di rinnovamento e di pianificazione strategica e di sistema della cooperazione di consumo. A seguire si ripercorre il periodo della grossa crescita, legata in una prima fase all'apertura dei supermercati di nuova generazione, per approdare all'ambizioso progetto Ipermercati, che dà a Coop la leadership. L'autore analizza le cause di tale storia di successo, evidenziando in particolare l'estrema importanza che hanno avuto nel consolidarla sia la valorizzazione delle capacità dei dipendenti (ad esempio, attraverso le attività di formazione) che l'attenzione ai bisogni dei clienti (soprattutto con una politica dei prezzi intelligente e mirata). L'autore si sofferma poi con amarezza sull'innamoramento per la finanza, la visione di breve periodo e la minore attenzione ad operare in modo unitario e strategico che hanno portato alla situazione di difficoltà degli ultimi anni. La cooperazione, si evidenzia a conclusione del lavoro, ha comunque grandi potenzialità, soprattutto se riparte dai valori che ne hanno determinato il successo. La storia di una vita di lavoro nella cooperazione, che prefigura anche un progetto per il suo rilancio.
I luoghi dell'industria fra trasformazione urbana e abbandono. Ediz. italiana e inglese Adversi Ivano - Editrice Socialmente, 2013 - Materiali Fuori Collana
In apertura del volume l'assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna Massimo Mezzetti richiama l'importanza storica dei siti industriali come significativa testimonianza dello scorrere del tempo e delle trasformazioni del contesto urbano. Spesso nei momenti di crisi si sente maggiormente il bisogno di riannodare i fili della memoria personale e collettiva, come ricorda Danilo Gruppi, segretario generale della Camera del Lavoro di Bologna, nella convinzione che solo in quei fili ricongiunti stia la possibilità di tornare a guardare al futuro con la giusta dose di ottimismo. In un contesto radicalmente mutato bisogna ripartire dalla centralità del lavoro, immaginando per Bologna un nuovo futuro manifatturiero e accantonando - come sottolinea Duccio Campagnoli, presidente della Fiera - l'immagine semplicistica e non veritiera di una apocalittica deindustrializzazione. Oggi, come un tempo, il motore produttivo del territorio risiede principalmente nella sua cultura tecnica. Sull'importanza della tecnologia, della specializzazione e delle produzioni ad alto valore aggiunto insiste il presidente di Unindustria Alberto Vacchi. Si tratta di elementi che presuppongono il protagonismo dell'uomo-artigiano, da sempre elemento sostanziale dell'impresa bolognese ed emiliana. Tuttavia, basta attraversare oggi la città per rendersi conto che è definitivamente finita l'epoca della "centralità operaia" e della "città-fabbrica"...