Memento Libri
Libri pubblicati nella collana Memento BIOGRAFIE E STORIE VERE
San Giuseppe. Nel culto, nelle devozioni e nella tradizione Silvestri Ludovico - Martin Eden, 2021 - Memento
Intorno a San Giuseppe si sono coagulate, nel tempo, diverse forme di pietà, da quella liturgico-devozionale a quella popolare, consolatrice, istintiva, spinta dell'esigenza di trovare rifugio in un miracolo contro la durezza della vita. Giuseppe è padre per vocazione. Custodisce e provvede al Bambino di giorno, quando tutto è facile, ma lo tiene con sé anche nella notte, quando le difficoltà sembrano avere il sopravvento tra le tenebre del dubbio. Alla dolcezza della Madre e alla debolezza del Bambino, si accompagna la fermezza della sua presenza e della sua dedizione. San Giuseppe è il simbolo concreto di quel Padre buono, di quel Dio che ha cura di tutti, di cui Gesù parlerà nel Vangelo.
«Finalmente salvo!...». Memorie di un ebreo polacco sopravvissuto a 11 lager nazisti Yahalomi Ariel - Deltaedit, 2015 - Memento
Nell'estate del 1946 Artur Dimant veniva rilasciato dal campo di detenzione britannico di Atlít, in Palestina, con un permesso di soggiorno nel Paese. Quel fatto segnava la conclusione definitiva del continuo sballottaggio da un campo di lavoro (e poi di concentramento) ad un altro, che l'autore di queste memorie aveva dovuto sopportare, riuscendovi per fortuna, nei territori del Reich, a cominciare da Auenrode (autunno 1940), attraverso Auschwitz-Birkenau (autunno 1943) fino a Bergen-Belsen: dodici campi in tutto. Ma la situazione nel nuovo Paese non era poi molto diversa. Infatti, quando nel 1948 ebbe termine il mandato britannico e fu proclamato lo Stato d'Israele, immediatamente vi fecero irruzione gli Arabi di Palestina e gli eserciti di tutti gli stati arabi confinanti. Artur Dimant diviene cittadino israeliano e traduce in ebraico il suo nome e cognome: Ariel Yahalomi. "I Tedeschi avevano cercato di distruggermi. In Palestina non cambiava molto, anche se adesso imbracciavo un'arma per difendermi. Ero appena uscito da una situazione disperata ed eccomi finito in un'altra simile, di nuovo a rischio altissimo. Ancora la guerra, e tutto lo scempio che essa comporta".
Piste di lacrime. Siberia e ritorno Raszkiewicz Aurelia - Deltaedit, 2015 - Memento
"Il racconto di Aurelia prende avvio con una descrizione dai toni aulici della città natia, Pinsk, un luogo che rimarrà per sempre nel cuore e nella memoria dell'autrice... Da questa magnifica cittadina abitata da Polacchi, Ebrei, Armeni, Ucraini, gente di diversa provenienza culturale ma accomunati dall'atteggiamento cordiale e da 'uno spiccato senso dell'ospitalità', in una gelida notte del 1940, Aurelia è strappata al calore e alla sicurezza della sua casa dai soldati sovietici e, insieme ai fratellini e ai nonni, caricata su carri bestiame è condotta in Siberia... Per la giovane Aurelia si spalanca un inferno di tormenti, privazioni, malattie e sofferenze accelera bruscamente quel processo di maturazione umana che, in condizioni normali, avrebbe richiesto anni e anni di tempo... Le pagine che seguono ricche di fascino, di descrizioni accurate di luoghi geografici e spazi temporali diversi l'uno dall'altro, conducono il lettore con un linguaggio semplice, privo di orpelli letterari, a conoscere una tragedia immane che non si può dimenticare." (Cosí scriveva nel 2013 Giorgia Greco nella sua recensione delle memorie di Aurelia Raszkiewicz)