Mille E Una Storia Libri
Libri pubblicati nella collana Mille E Una Storia Filosofia occidentale: dal 1600 al 1900
Ultimatum all'esistenza. Conversazioni e interviste (1949-1994) Cioran Emil M. Di Gennaro A. (Cur.) - La Scuola Di Pitagora, 2020 - Mille E Una Storia
«Per me scrivere è un ultimatum all'esistenza», afferma Cioran in una delle preziose interviste raccolte nel presente volume, la maggior parte inedite in italiano. Preziose perché, affrontando questioni inusuali o scarsamente trattate altrove, irradiano altra luce su un pensatore nel quale non c'è differenza tra l'opera e la vita. Egli stesso ha ripetuto più volte di non aver mai inventato nulla, ma di essere stato soltanto il "segretario" delle proprie sensazioni e di aver composto i suoi libri per ragioni "terapeutiche", per sfuggire ad un'insofferenza radicale di sé e del mondo. Dopo aver scritto, lungo una vita, per non gettarsi nelle acque della Senna o cacciarsi una pallottola in testa, due anni prima di morire, Cioran ribadisce: «non si è tristi dopo una confessione di tristezza». E, per un felice paradosso, ogni lettore potrà dire: non si è tristi dopo aver letto Cioran.
Lettere a Hans Klores Spengler Oswald Azzarà S. G. (Cur.) - La Scuola Di Pitagora, 2024 - Mille E Una Storia
Spengler non amava scrivere, tantomeno amava scrivere lettere. E le sue, infatti, non sono le lettere di un grande epistolografo. Eppure del suo vasto epistolario, finora inedito in italiano, le lettere indirizzate ad Hans Klöres negli anni decisivi - per lui come per l'Europa intera - dal 1913 al 1922, se non belle, sono sommamente importanti. Di esse, ad una prima lettura, le più impressive sono certamente quelle in cui il profeta del tramonto profetizza la certa vittoria della Germania nel primo conflitto mondiale. Ma in ogni pagina del breve carteggio con Klöres è Spengler quale uomo e pensatore che si rivela: ne viene fuori un autoritratto che completa l'autobiografia rimasta incompiuta, come tanti altri progetti letterari. Il saggio di Stefano Azzarà ci aiuta ad entrare in "questo" involontario laboratorio del Tramonto (ricordiamo che il secondo volume fu scritto proprio dal 1918 al 1922) e riapre la discussione sulla lettura pessimistica e al tempo stesso fuorviante che dell'opera è stata data, segno di una perenne e "intramontabile" rinascita di Spengler.