Motive Libri
Libri pubblicati nella collana Motive Società e cultura: argomenti d'interesse generale
Braccia rubate dall'agricoltura. Pratiche di sfruttamento del lavoro migrante Ippolito I. (Cur.) Perrotta M. (Cur.) Raeymaekers T. (Cur.) - Seb27, 2021 - Motivé
Oggi in italia tre quarti dei prodotti agro-alimentari freschi o confezionati vengono dalle catene della grande distribuzione, il numero delle aziende agricole di piccola e media grandezza pian piano diminuisce per lasciare il posto a quelle più grandi, grandi come "piantagioni". Qui la forza lavoro straniera ha sostituito la manodopera familiare e locale, diventando un terzo di quella impiegata nei campi e nelle stalle: sono i mungitori indiani della filiera del grana e del parmigiano, i raccoglitori di pomodori, di ortaggi e di frutta romeni, bulgari, senegalesi, burkinabé, sudanesi... Il lavoro di questi braccianti è segnato dalla precarietà: svolgono lavori sovente stagionali, con giornate lavorative che raramente corrispondono al dichiarato, sono costretti a sistemarsi in accampamenti informali e privi di condizioni dignitose, dai quali vengono spesso banditi e cacciati. La loro magra paga viene poi taglieggiata da procacciatori di manodopera che offrono il loro servizio in larghe aree del paese, sebbene dal 1919 lo stato italiano abbia dichiarato illegale tale mediazione. Del resto, i centri per l'impiego hanno abdicato a regolare il mercato del lavoro, mentre le norme sull'immigrazione complicano la vita a moltissimi lavoratori. Negli ultimi anni ai braccianti provenienti dal Maghreb, dall'India e dall'Est europeo si sono aggiunti i titolari di protezione internazionale o umanitaria ad aumentare enormemente l'offerta di lavoro flessibile. Sono l'anello debole di una catena di sfruttamento, che è funzionale a un sistema di approvvigionamento, ormai nelle mani di un oligopolio che determina il valore di un bene primario come il cibo. Un sistema incompatibile sia con i diritti dei braccianti sia con quelli dei piccoli agricoltori.
Protagonisti di un paese plurale. Come sono diventati adulti i figli dell'immigrazione Ricucci Roberta - Seb27, 2021 - Motivé
Dopo una stagione ricca di attenzione sulle seconde generazioni, il silenzio è calato su un gruppo di oltre un milione di giovani. Coloro di cui tanto si è scritto mentre erano allievi delle scuole medie o studenti di quelle superiori sono diventati adulti, e al pari dei loro coetanei di origine italiana stanno cercando di costruire biografie lavorative e traiettorie professionali, realizzare sogni e progetti di autonomia o di costruzione di nuove famiglie. Spesso lo sguardo delle generazioni precedenti - già poco benevolo di fronte ai giovani - diviene nei loro confronti ancor più severo. Essere oggi giovani e stranieri o figli di stranieri può rappresentare un binomio identitario difficile da gestire nella declinazione del proprio futuro. I percorsi di queste nuove generazioni risentono di numerosi fattori, tra cui l'origine, gli ambienti in cui sono cresciuti, la scuola e le occasioni formali e informali del tempo libero, ma anche la complessa situazione generale del mondo del lavoro e le politiche di integrazione o di dis-integrazione del Paese in cui vivono.
Sotto gli occhi di tutti. Tratta e sfruttamento del lavoro sessuale Paradiso Rosanna - Seb27, 2023 - Motivé
Romene, cinesi, nigeriane, albanesi. Giovani donne, spesso adolescenti, sotto gli occhi di tutti mettono a disposizione il proprio corpo perlopiù non consenzienti. Dietro ognuna di loro vi è una storia di miseria, di violenza, di libertà e diritti negati nel Paese di provenienza, così come in Italia, dove sistematicamente queste persone sfruttate vengono ignorate perché funzionali alla domanda di sesso a pagamento. Eppure è ben noto che le dinamiche dello sfruttamento sessuale da parte della criminalità organizzata è caratterizzato da ferocia e crudeltà inaudite. Il mercato del sesso è solo uno degli sbocchi del traffico di esseri umani, che comprende l'accattonaggio e varie forme di lavoro clandestino. Negli ultimi anni le richieste di protezione internazionale di donne senza documenti sono spesso diventate espediente per "legalizzare" il soggiorno di chi si prostituisce. Cosa è stato fatto e si potrebbe fare per perseguire trafficanti e sfruttatori? Quali norme hanno cercato di offrire una via d'uscita alle vittime e con quali risultati? Prefazione di Helga Gayer. Postafazione di Vincent Delbos.