Novazioni Libri
Libri pubblicati nella collana Novazioni Letteratura, storia e critica: letteratura dal 1800 al 1900
Marina Cvetaeva e le donne di Teseo. La poetica dell'irraggiungibile Artuffo Livia - Genesi Editrice, 2025 - Novazioni
«Per me, la raggiungibilità di ciò che desidero (sia materiale sia spirituale) è inversamente proporzionale al desiderio» leggiamo in una pagina di diario della poetessa russa Marina Cvetaeva. Questa tensione verso un oggetto sempre sfuggente, sempre fuori portata è la cifra di tutta la poesia della Cvetaeva e, in fondo, della sua stessa vita. Nel mito di Fedra, la storia di una donna travolta da un amore illecito e respinto, Marina individuò la cornice perfetta in cui dispiegare la sua "poetica dell'irraggiungibile". Nacque così, nel 1927, una delle più originali riscritture moderne del dramma che Euripide, per primo, aveva dedicato al tragico amore della moglie di Teseo per il figlio di suo marito. Quella di Marina Cvetaeva è la prima Fedra innocente della storia del teatro: è una principessa da fiaba uscita dal folklore russo, una creatura spirituale e poetica, una vita spezzata da un amore irraggiungibile. Marina Cvetaeva aveva creato la sua Fedra pensandola come parte di una trilogia incentrata sulla figura di Teseo. «Sapete che a Teseo capitarono in sorte tutte le donne, tutte - e per sempre? Arianna (l'anima), Antiope (l'amazzone), Fedra (la passione), Elena (la bellezza)», scrisse all'amica Anna Tesková. Fedra, Arianna, Antiope: in ciascuna di loro, Marina Cvetaeva vide qualcosa di sé stessa. I suoi versi ce le restituiscono con dentro qualcosa di lei.
La solitudine come un fiore. Emily Dickinson, Cristina Campo, Antonia Pozzi. Ediz. illustrata Donna Angela - Genesi Editrice, 2026 - Novazioni
La saggista e poetessa Angela Donna nel suo libro La solitudine come un fiore mette a confronto le tre poetesse Emily Dickinson, Cristina Campo e Antonia Pozzi alle quali ha già dedicato ampi studi pubblicati su riviste letterarie bene accreditate. Il fil rouge che lega le tre poetesse, pur nella diversità degli stili letterari, dei luoghi e delle occasioni, a giudizio di Angela Donna, va ricercato nella comune scelta di vivere una vita in solitaria dal punto di vista della convivenza quotidiana, ma di essere aperte con sincera empatia verso il mondo esterno, oltre la soglia di casa, per tempi e per luoghi tanto vasti e differenziati da essere indefiniti.