Nuova Mnemosyne Libri
Libri pubblicati nella collana Nuova Mnemosyne Società e cultura: argomenti d'interesse generale
La vita in prestito. Debito, lavoro e dipendenza in antropologia Solinas P. G. (Cur.) - Argo, 2008 - Nuova Mnemosyne
I contributi raccolti in questo volume appartengono a un percorso di ricerca, in corso da diversi anni, su temi della Dipendenza sociale, che ha trovato un nuovo significativo impulso nel seminario internazionale tenutosi a Siena nel settembre del 2004, sul tema "Life on loan, la vita in prestito". Non si tratta degli atti di un convegno in senso stretto; piuttosto, di una esperienza di "cantiere", di un ideale laboratorio comparativo e teorico che riunisce studiosi di diverse discipline (antropologi, storici) e che configura quello specifico ambito di ricerca che si può oggi definire antropologia del debito.
La morte in piazza. Opacità della giustizia, ambiguità del boia e trasparenza del patibolo in età moderna Baronti Giancarlo - Argo, 2000 - Nuova Mnemosyne
La morte in piazza. Opacità della giustizia, ambiguità del boia e trasparenza del patibolo in età moderna - Argo
L'arpa perduta. Dinamiche dell'identità e dell'appartenenza in una tradizione di musicanti girovaghi Alliegro Enzo Vinicio - Argo, 2008 - Nuova Mnemosyne
Figura indecente e indisponente, ma pure meravigliosa e straordinaria, dell'insolito e del sensazionale, il musicante di strada sembra sottrarsi ad azioni univoche di definizione e di categorizzazione per ritrovarsi relegato in spazi simbolici di frontiera. Abitatore di terre di confine, non artista ma neppure semplice mestierante; non vagabondo ma neppure ozioso; non mendicante ma neppure furfante, piuttosto figura del limite, liminare. Figura di scandalo, eterodossa, eccentrica, marginale, che attrae e che respinge, posta tra ambiti rurali di appartenenza e spazi urbani di destinazione, tra il quotidiano normale e il festivo meraviglioso, in un continuum indefinito tra normale e anormale, lecito e illecito. Tra il fascinans e il tremendum. Figura del limite che ben si presta a far venire alla ribalta il limite delle procedure e delle modalità adottate dall'Occidente per pensare e rappresentare l'altro da sé.