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Libri pubblicati nella collana Nuovo Prisma Italiano

Filologia e identità nazionale. Una tradizione per l'Italia unita (1840-1940) libro
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LIBRO   9788838925719

Filologia e identità nazionale. Una tradizione per l'Italia unita (1840-1940) Sberlati Francesco   -  Sellerio Editore Palermo, 2011  -  Nuovo Prisma

A centocinquanta anni dall'unità politica è significativo che ancora costituiscano temi di discussione anche vivaci le vicende attraverso le quali si è giunti a definire l'identità vera o supposta dell'Italia. Con gli strumenti della storiografia e della filologia sostanzialmente si è cercato di individuare una tradizione linguistica e letteraria nella quale l'intera popolazione, da Nord a Sud, potesse idealmente riconoscersi. Il fatto stesso che tra la metà dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento si sia realizzata una considerevole produzione di opere e di storie letterarie, affiancate da un intenso dibattito sulla lingua nazionale, dimostra quanto intensa fosse la volontà di dare un senso unitario alla storia culturale del Paese. Nell'appassionata ricerca di questa comune tradizione notevole impegno spesero soprattutto studiosi di linguistica e di filologia per operare una selezione di testi destinata a divenire canonica fino ai nostri giorni. L'idea da cui muoveva il loro non facile e ingrato lavoro consisteva nella convinzione che una volta determinata la tradizione in una misura storiograficamente omogenea, il problema dell'identità nazionale si sarebbe automaticamente risolto. Occorreva quindi assicurare all'Italia un patrimonio intellettuale condiviso e accettato. Attraverso un'accurata lettura di autori e testi, riscoprendo anche figure rimaste finora nell'ombra, questo libro si propone di individuare le dinamiche ideologiche tra storia e letteratura...

€ 22.00 € 20.90
LIBRO   9788838918940

Popolo e letteratura in Italia Cocchiara Giuseppe  Buttitta A. (Cur.)   -  Sellerio Editore Palermo, 2004  -  Nuovo Prisma

A partire dalla pubblicazione, negli anni Cinquanta, di "Letteratura e vita nazionale" di Gramsci, il rapporto tra letteratura e ceti popolari è stato occasione di riflessione e per certi riguardi di scoperta di un mondo, di fatto, in gran parte ignoto alla cultura ufficiale. In realtà, come mostra questa opera di Giuseppe Cocchiara, si è trattato della riscoperta di una realtà che in diversi ambiti aveva conosciuto per secoli rapporti dinamici di ascesa e discesa di forme culturali con la società egemone. In "Popolo e letteratura in Italia" Cocchiara espone gli esiti letterari e scientifici della rappresentazione del mondo popolare lungo il corso dei secoli, fornendo una chiave di lettura nuova della storia culturale del nostro Paese.

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LIBRO   9788838925580

Album Tabucchi. L'immagine nelle opere di Antonio Tabucchi Rimini Thea   -  Sellerio Editore Palermo, 2011  -  Nuovo Prisma

"Ho sempre amato gli scrittori che seppero alzare lo sguardo alla volta celeste e, con la medesima intensità, abbassarlo alle nostre "vie d'intorno", dove transita la vita che ci è data da vivere. Sono gli astronomi-realisti, così li chiamo, Natura li dotò di una pupilla regolabile come un obiettivo: aprivano le lenti all'insù e mettevano a fuoco la luna; le stringevano verso il basso e riuscivano a scrutare il selciato del nostro natio borgo selvaggio. Mr. Google-Earth, dall'occhio con lo zoom, li imita male, che del selciato riesce anche a vedere le fessure fra le pietre ma non riesce a farci sentire, come seppero fare quelli, il fruscio delle vesti che sulle stesse pietre passarono. Mi rendo conto che non riuscendo ad ammirare le stelle il mio sguardo si è posato piuttosto sulle quiete (o meno quiete) stanze che ho attraversato. Stanze che poi sono il mondo in cui viviamo e che commentatori frettolosi oggi vorrebbero così piccolo che potrebbe stare in una noce. A me pare invece vasto come il cosmo, per chi sa che soltanto attraverso le differenti maniere di rappresentarlo, cioè le infinite immagini che di esso abbiamo, possiamo capirne il senso. Altrimenti la realtà significherebbe soltanto se stessa e una rosa sarebbe una rosa una rosa una rosa una rosa. Ma cosa c'è "oltre" la rosa? Di immagini sono stato avido, lo ammetto, e quante più potevo catturarne più ne ho ospitate nelle mie rètine." (Antonio Tabucchi)

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