Opuscula Libri
Libri pubblicati nella collana Opuscula Greco antico
Piccole lezioni sul greco antico Romilly Jacqueline De Trédé Monique - Il Nuovo Melangolo, 2009 - Opuscula
Nel corso di sette lezioni sul greco antico le autrici guidano il lettore alla scoperta di questa lingua, non per insegnarne le forme e le regole, ma per esaltarne le bellezze, per far conoscere al grande pubblico il fascino di una lingua che ha dato origine a una delle più grandi letterature del mondo, e per mostrare come il greco sia stato determinante e contribuisca ancora oggi alla formazione del nostro vocabolario scientifico.
La Grecia antica contro la violenza Romilly Jacqueline De - Il Nuovo Melangolo, 2007 - Opuscula
La violenza costituisce uno dei mali peggiori dell'età contemporanea e, insieme, uno di quelli contro cui la Grecia antica si è battuta con maggior forza. Essa ha conosciuto la violenza, e in varie forme; ha conosciuto un'interminabile serie di guerre nel corso delle quali ha applicato misure repressive che appaiono oggi estremamente crudeli: guerre e massacri, "ritorsioni" ed efferatezze mostruose. Esempi che sono pervenuti non certo per caso, né grazie a testimonianze imparziali e indifferenti, ma da parte di autori e testi che li evocano per protestare contro di essi e per condannarli. La grande originalità della Grecia antica consiste proprio nell'analisi su ogni dato di fatto, su ogni problema, su ogni circostanza. E lo ha fatto in particolare attraverso la letteratura. Essa infatti non vale solo come fonte di informazione: mentre i fatti sprofondano in un passato più o meno dimenticato, le letteratura continua a vivere. La Grecia antica ha conosciuto la violenza, ma tutta la letteratura attesta anche la sua condanna. Questo studio dà voce agli autori, ai testimoni, in modo che parlino della violenza e delle ragioni per cui la rifiutano.
L'ultimo eroe. Filottete, straordinarie fortune di un arciere greco Boero Federica Rubino Margherita - Il Nuovo Melangolo, 2018 - Opuscula
Sulla scena greca, nel 409 a.C., il Filottete di Sofocle soffre e agisce come l'ultimo, estremo eroe tragico. Ancora pochi anni e il ciclo creativo della tragedia antica si arresterà. L'eroe tragico isolato e possente, il cui carisma condiziona e determina tanto gli altri personaggi quanto il contesto generale e che suscita identificazione emotiva in lettori e spettatori, di qui in avanti non esisterà più. Sarà altro, sarà l'eroe che via via richiedono i tempi. L'arciere Filottete, abbandonato dai compagni sulla rotta per Troia su un'isola deserta perché malato, ripugnante e inavvicinabile, domina interamente l'azione, benché menomato nel corpo e umiliato nell'anima. Prima figurazione letteraria dell'esperienza disumana di chi deve vivere solo su un'isola, egli non comunica, non tratta, non cede se non, alla fine, a un dio. Protagonista di quella che Alfieri definì "la più bella tragedia greca", ha ispirato per tre secoli scrittori, poeti, musicisti.