Ossidiana Libri
Libri pubblicati nella collana Ossidiana Migrazioni, immigrazione, emigrazione
Fenomeno migratorio e politiche locali per l'integrazione. La pratica dell'accoglienza a Riace Barbieri Michele - Pellegrini, 2023 - Ossidiana
Il retaggio di un approccio securitario delle politiche migratorie che si trascina da decenni, inasprito da una narrazione politica distorta sul fenomeno, evidenzia criticità in termini di un'adeguata accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati in Italia. Eppure, in questo scenario, sono affiorate esperienze e modelli di integrazione in grado di valorizzare l'incontro dialogico tra il collettivo migrante e autoctono. Il volume rileva l'esperienza di policy di Riace e la sua battuta d'arresto, alla luce di un quadro teorico socio-politologico, che tiene conto dell'interdipendenza dei quattro assi delle migrazioni transnazionali: la globalizzazione, il razzismo e l'etnocentrismo, i modelli e le politiche di integrazione, l'intercultura. Il libro si presta all'attenzione di studiosi, ricercatori e operatori nel settore delle migrazioni, delle politiche migratorie e della comunicazione politica.
Per minestra e per libro. Donne migranti dall'est e pratiche di transnazionalismo Salvino Stefania - Pellegrini, 2018 - Ossidiana
"Per minestra e per libro" è una citazione tratta da un'intervista ad una migrante ucraina che riassume i motivi che hanno spinto schiere di madri migranti (dagli Est e dai Sud del mondo) a lasciare le loro famiglie per recarsi a lavorare nell'Occidente capitalista. Il libro presenta i risultati di una ricerca sulla migrazione contemporanea delle donne ucraine in Italia, mettendo a fuoco aspetti, dinamiche e modelli migratori comuni a tanti flussi migratori femminili, specie dall'Est Europa. Nello specifico la migrazione femminile ucraina verso l'Italia, sviluppatasi pochi anni dopo la caduta del Muro di Berlino, ha assunto col tempo un peso considerevole, configurandosi come un fenomeno rilevante sia in termini numerici che di strategie di radicamento sul territorio: si tratta di una tra le più numerose collettività di stranieri residenti in Italia, stabile tra la prime cinque posizioni da oltre quindici anni, nonché la più ampia riserva di manodopera di cura sul territorio nazionale. La ricerca ha, così, esplorato ed interpretato l'esperienza migratoria di quattro diversi profili di donna migrante: la migrante a tempo indeterminato, la cui biografia personale e sentimentale sono ormai radicate in Italia; la migrante a tempo determinato, il cui progetto è di fare ritorno in un tempo ancora indefinito in Ucraina, dove è rimasta la propria famiglia; la migrante di ritorno, ovvero colei che ha optato per il ritorno definitivo nel paese di origine; e la migrante pendolare, la cui esperienza migratoria si sviluppa mediante l'alternanza con un'altra donna su uno stesso posto di lavoro. Sullo sfondo riecheggia un altro profilo, quello dei migranti di riflesso, ossia dei figli e degli altri familiari di queste donne, la cui esperienza migratoria è vissuta di riflesso, in maniera cioè indiretta, attraverso l'assenza delle migranti. A partire dai profili tracciati, si è, dunque, cercato di rispondere alle questioni poste all'inizio della ricerca. Come si profila la transnazionalità nell'esperienza migratoria delle donne ucraine in Italia? Con quali caratteri specifici e con quale evoluzione nelle biografie migranti? Il risultato finale è l'elaborazione di una tipologia di esperienze migratorie, prodotta per astrazione dalle narrative biografiche raccolte nel corso delle interviste in Italia e in Ucraina.
Un posto nel mondo. Donne e migranti e pratiche di scrittura Miceli Simona - Pellegrini, 2019 - Ossidiana
L'intreccio tra la migrazione in Italia e la pratica della scrittura letteraria in lingua italiana accomuna le donne le cui storie, raccolte in lunghe interviste biografiche, sono presentate e analizzate in questo volume. La migrazione può configurarsi come esperienza di sradicamento e di solitudine, anche in ragione delle forme di esclusione attive nella società d'approdo. Ma la pratica della scrittura, nella nuova lingua, può essere strumento attraverso il quale costruire nuove appartenenze e sentire di poter avere, ancora, «un posto nel mondo», come afferma una delle donne intervistate. Le biografie raccolte mettono in crisi l'immaginario egemonico sulle "donne migranti", popolato da stereotipi in cui si intersecano assunti razzisti, sessisti ed eurocentrici. L'esperienza della scrittura in migrazione viene interpretata e discussa come una pratica di soggettivazione, una pratica cioè attraverso la quale le donne migranti cessano di essere soggetti narrati e si rendono soggetti narranti, potendo così contribuire a ri-nominare e ri-significare i processi di costruzione e reificazione dell'alterità. Prefazione di Paolo Jedlowski.