Papaveri Rossi Libri
Libri pubblicati nella collana Papaveri Rossi Servizi sociali, assistenza sociale e criminologia
L'amore in gabbia. La ricerca della libertà di un reduce dal carcere Stasio Donatella Padoan D. (Cur.) - Castelvecchi, 2025 - Papaveri Rossi
Corpi chiusi, murati, ridotti a numeri: "L'amore in gabbia" non è un memoir di redenzione. È un'inchiesta incarnata, un atto politico, un'indagine civile su cosa accade, dentro e fuori il carcere, quando si nega alle persone il diritto alla tenerezza, all'intimità, al corpo. Gianluca è cresciuto nel vuoto affettivo della periferia milanese, tra povertà materiale e silenzi emotivi. A diciassette anni entra in carcere, e da lì comincia la lunga storia di un corpo che si ammala: di droga, di violenza, di solitudine. Undici anni tra celle, istituti, cortili senza cielo. Ma anche lo sforzo ostinato di riemergere, studiare, guarire, rieducarsi alla vita e al desiderio. Ha scontato la pena. Ma non ha ancora smesso di fare i conti con ciò che il carcere gli ha tolto: il tempo, la pelle, il linguaggio degli affetti. Donatella Stasio lo ascolta, lo incalza. Ne ricostruisce la traiettoria - tra ghetto, detenzione, tentativi di rinascita - e con lui racconta una storia che riguarda tutti: perché i corpi poveri, quando amano, fanno paura. In un'Italia che chiude le porte e smonta le tutele, questo libro apre una stanza. Dove finalmente si può parlare d'amore. Anche - e soprattutto - dal fondo.
La giustizia e il caso Riace Procacci G. (Cur.) Rizzuti D. (Cur.) Vassallo Paleologo F. (Cur.) - Castelvecchi, 2026 - Papaveri Rossi
Ci sono voluti sette anni perché il processo contro Riace e il suo sindaco, Mimmo Lucano, si concludesse, ponendo fine a una vicenda giudiziaria che ha segnato profondamente la comunità coinvolta. Con la sentenza della Corte di Cassazione, che ha confermato l'assoluzione pronunciata dalla Corte d'Appello di Reggio Calabria e riconosciuto l'intento di costruire nel comune calabrese un'economia della speranza, si può finalmente ragionare sull'intero procedimento: sulle sue motivazioni, sul suo andamento e sull'attenzione mediatica che lo ha accompagnato. In primo grado, il Tribunale di Locri aveva inflitto condanne molto pesanti, configurando l'esperienza di Riace come un'associazione a delinquere. Una decisione che si inseriva in un più ampio clima di criminalizzazione della solidarietà e che colpiva un modello di accoglienza osservato, in Italia e all'estero, come una possibile risposta alle tensioni tra integrazione e fragilità sociali. Ora che la verità è stata ristabilita, è necessario ricostruire le ragioni del discredito che ha investito l'esperienza politica e umana di Riace: per restituire dignità a una comunità ferita e per comprendere che cosa produce, in una democrazia, un processo dalla evidente dimensione politica.