Piccola Bibliothiki Libri
Libri pubblicati nella collana Piccola Bibliothiki Scienza e teoria politica
La coscienza annientata. Il presente e la mercificazione dell'Io Germinario Francesco - Asterios, 2019 - Piccola Bibliothiki
Già Benjamin aveva definito il capitalismo una «religione». L'attuale "religione" del capitalismo - una religione neopagana - si presenta come una colonizzazione culturale che ha condotto alla diluizione del 'politico' nell'economia. Ma forse gli aspetti più sconvolgenti di questo processo consistono, per un verso, nella coniugazione fra l'affermarsi del lavoro neoservile e l'estensione dei consumi e, per l'altro verso, in una vera e propria narcosi della coscienza ormai mercificata. Questa mercificazione sta progressivamente eliminando il principio di speranza tipico della tradizione culturale giudaico-cristiana. E allora è da chiedersi se finora non si era assistito a un gigantesco processo di «accumulazione originaria» che aveva appunto teso a mercificare ciò che caratterizza l'essere umano: la coscienza.
Totalitarismo in movimento. Saggio sulla visione fascista della rivoluzione e della storia Germinario Francesco - Asterios, 2023 - Piccola Bibliothiki
In quanto ideologia rivoluzionaria, il fascismo ha presentato una propria visione della Storia e della rivoluzione. Questa visione costituiva una rottura profonda e radicale rispetto alla tradizione rivoluzionaria occidentale segnata dal razionalismo. Ed era una rottura provocata dalla visione mitica della politica, già teorizzata da Georges Sorel fin dal 1908: una visione mitica su cui aveva riflettuto il Carl Schmitt dei primi anni Venti. La rivoluzione come mito politico da perseguire rimandava alla visione fascista della Storia: questa visione negava che all'interno della Storia agissero presunte "leggi", come supposto dal liberalismo e dal marxismo, i quali identificavano la Storia come affermazione del Progresso. Per i fascisti che negavano sia il razionalismo sia l'ideologia del Progresso affermatasi con l'Illuminismo e il giacobinismo prima e col marxismo dopo, era fondamentale un atteggiamento attivistico, costruito attraverso la negazione della processualità della Storia e la contrapposizione fascista-mondo. Come aveva già osservato Augusto Del Noce, per l'attivismo "Se il mondo si riduce a cose, e io solo mi riconosco come soggetto, il mondo è per me, io devo dominarlo".