Posizioni Libri
Libri pubblicati nella collana Posizioni Lingue indo-europee
Uno. Doppio ritratto di Franco Lucentini Scarpa Domenico - :Duepunti, 2011 - Posizioni
Prima di essere in due Lucentini fu uno. Prima di essere di F. & L. - prima di diventare la L. della coppia - Franco Lucentini fu uno scrittore solista straordinario e irripetuto, che spesso siglava F.L. i propri testi e traduzioni: e che nel suo primo racconto "I compagni sconosciuti", vicenda autobiografica ambientata nella Vienna dell'immediato dopoguerra, alludeva a se stesso col pronome indefinito uno. Veramente sconosciuto è il Lucentini del quale il racconto saggistico di Domenico Scarpa disegna il doppio ritratto: il ritratto dello scrittore e il ritratto del traduttore, due talenti che in lui si fusero senza alcun grumo. In questo libro - singolare e binario -trovano posto: una lettura dei due racconti firmati dal solo Lucentini, "I compagni sconosciuti" ( 1951) e "Notizie degli scavi" ( 1964); la cronistoria della collana "I gettoni" di Elio Vittorini che ne ospitò l'esordio; e la prima completa "bibliografia individuale": dagli articoli di filosofia scritti all'età di diciotto anni, alle versioni dalle diciassette lingue che conobbe, ai corsivi politici pubblicati durante la guerra civile, ai versi sulla struttura matematica dell'universo, ai racconti di fantascienza o di guerra stampati sotto falso nome, ai dialoghi, infine, con Italo Calvino e con Umberto Eco: altrettante tappe di un mystery tour nell'unicità di Franco Lucentini.
Il Saggio, il gusto e il cliché. Per un'interpretazione di Mario Praz Dalmas Davide - :Duepunti, 2012 - Posizioni
Mario Praz (1896-1982) è considerato il maggiore anglista e da alcuni anche il più grande saggista - del Novecento italiano. Il suo libro più noto, "La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica", è stato saccheggiato da generazioni di studiosi, studenti e amatori. Non sono molti gli autori che hanno lasciato un segno cosi personale da richiedere la creazione di un aggettivo specifico: nel suo caso è stato il grande critico americano Edmund Wilson a parlare di "prazzesco", ossia la predilezione per una peculiare intersezione tra "bellezza e bizzarria" (altro titolo di Praz). Sarebbe difficile individuare un argomento, un settore del gusto, uno scrittore, un luogo del mondo, uno stato d'animo su cui non esiste un saggio di Praz: dagli adorati mobili Impero agli emblemi, da Shakespeare a Jane Austen, da d'Annunzio a Hemingway, dal rococò dei Tropici alla Roma di Piranesi, dal "non so che" al presepe, alle figure di cera, alle terrazze... Le sue opere comprendono una usatissima "Storia della letteratura inglese", studi su ogni aspetto dei rapporti tra cultura inglese e italiana, ma anche libri e saggi di viaggio, ritratti e piccoli racconti, scritti che uniscono sterminata erudizione e tenaci passioni. Senza dimenticare "La casa della vita", sorta di autobiografia attraverso le stanze della sua abitazione e i loro contenuti, che è stato definito "il più atipico ma anche uno dei più bei romanzi del Novecento italiano".