Quaderni Di Studi Senesi Libri
Libri pubblicati nella collana Quaderni Di Studi Senesi Testamenti e successioni
Divisione in natura e proporzionalità quantitativa. Il ricorso a beni estranei alla comunione (artt. 720 e 728 c.c) Toti Barbara - Giuffrè, 2018 - Quaderni Di «Studi Senesi»
Il Quaderno, dal titolo "Divisione in natura e proporzionalita¿ quantitativa - Il ricorso a beni estranei alla comunione (artt. 720 e 728 c.c.)", è diretto a individuare e approfondire i concetti dei due principi essenziali della divisione (di qualunque tipo) di beni comuni, cioè la divisione in natura e la proporzionalità quantitativa, anche alla luce dei rimedi previsti per la tutela di quest'ultimo, in particolare della rescissione della divisione, e la loro interpretazione evolutiva nell'ambito della distinzione tra divisione in senso proprio e atti equiparati e/o ampliamento e unificazione del concetto stesso di divisione. Nella prospettiva di una intima interdipendenza tra i suddetti principi in ogni modalità divisionale, quale espressione di una funzione tipicamente distributiva-attributiva, si rivendica la distinzione tra divisione in senso proprio e atti equiparati e si offre una nuova prospettiva per l'identificazione della categoria di questi ultimi, non così ampia e certo non illimitata. In questo contesto si analizzano gli artt. 720 e 728 c.c., che ammettono il ricorso a beni estranei alla comunione, cioè personali di uno o più condividenti, nell'attuazione della divisione - c.d. conguaglio divisionale - mettendo in luce, pur nella identica funzione del medesimo, la diversità delle due norme e in particolare la necessità di stabilire, in entrambi i casi, dei limiti alla suddetta utilizzazione, sotto il profilo qualitativo e quantitativo, al fine di restare nell'ambito della funzione tipicamente divisionale, nel rispetto del principio della proporzionalità quantitativa. Infine, sempre alla luce dei principi divisionali della divisione in natura e della proporzionalità quantitativa, si analizzano le modalità divisionali previste nell'art. 720 c.c., riferito ai beni comuni indivisibili o non comodamente divisibili, i margini della discrezionalità del giudice nella scelta del condividente assegnatario, il concetto di "quota maggiore" e la necessità del consenso dell'assegnatario prescelto.
L'institutio ex re certa. Contributo per una rilettura critica degli articoli 457 e 588 del codice civile Gerbo Francesco - Giuffrè, 2011 - Quaderni Di «Studi Senesi»
La monografia costituisce un fondamentale punto di riferimento nella individuazione degli elementi intrinseci ed estrinseci al testamento, che possono risultare significativi nell'interpretazione del dato negoziale ed orientare, in concreto, nella soluzione dei problemi determinati dalla intrinseca "equivocita'"delle disposizioni in questione.
La distruzione del testamento olografo nel quadro della teoria del negozio e dei comportamenti giuridici Sangermano Francesco - Edizioni Scientifiche Italiane, 2020 - Quaderni Di «Studi Senesi»
L'autore analizza il tema della distruzione del testamento olografo nel quadro della teoria generale del negozio e dei comportamenti giuridici. Il fascino irradiante della teorica di una caducazione dell'olografo realizzata a prescindere da una revocazione di tipo negoziale, seppur realizzata in forma tacita o per contegno concludente, consente lo studio critico di momenti e contributi fondamentali per la teoria generale e non solo per la branca del diritto delle successioni, in virtù di un'indagine incentrata su numerose e delicate questioni che vanno dalla stessa ammissibilità di una fattispecie di «revoca» tacita di una pregressa revoca manifestata in forma espressa del negozio mortis causa sino alla qualificazione del fenomeno principale di cui all'art. 684 c.c. in termini ad es. di vero e proprio negozio di attuazione (se si ritiene che tale categoria abbia una sua propria autonomia). In questo contesto, la distruzione del negozio testamentario (redatto nelle forme dell'olografo) viene focalizzata con un raffronto dialettico e costante tra la concezione programmatica e negoziale e quella di tipo attuoso e reale: l'operazione concreta che si attua e realizza nella soppressione documentale del testamento altro non è che un particolare atteggiarsi di una autoregolamentazione dei propri interessi che il testatore pone in essere con un atto lecito reale di distruzione dell'olografo. Ne risulta confermata la possibile sostenibilità di una proposta ricostruttiva nel quadro dei comportamenti giuridici che vede l'esistenza accanto ad una revoca espressa o per comportamento concludente (riconducibili all'area della negozialità) anche di un potere caducatorio del testatore direttamente legato all'atto soppressivo dell'olografo con importanti implicazioni di tipo sistematico ed ermeneutico.